Work On A Human Scale

Work On A Human Scale


Data

Dom 08 settembre 2024

Orari

10:00

Ingresso

Gratuito

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Over fifteen years after the publication of The Craftsman, Richard Sennett returns to the key concepts of his analysis, taking into account the increasingly widespread phenomena of mass resignations and quiet quitting, evidence of a growing intolerance towards the prevailing rules in the workplace.


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Pagine coinvolte
Festivaletteratura
Festivaletteratura

Dal 1997, Festivaletteratura è uno degli appuntamenti culturali italiani più attesi dell'anno, una cinque giorni di incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano a Mantova per vivere in un'indimenticabile atmosfera di festa. Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati, secondo un'accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme.

Richard Sennett
Richard Sennett

Sociologo e intellettuale cardine del secondo Novecento, Richard Sennett (Chicago 1943) insegna Urban studies alla London School of Economics e alla Harvard University ed è Senior fellow presso il Center for Capitalism and Society della Columbia University. In passato ha insegnato presso vari atenei e nel 1976 ha fondato il New York Institute for the Humanities (1976). Le sue ricerche in campo sociologico – che gli sono valse prestigiosi riconoscimenti tra cui il Premio Ebert per la sociologia e lo Hegel Prize – si sono concentrate sulle complesse dinamiche tra modelli macroeconomici e comportamenti individuali, con un'attenzione preminente alle direttrici di sviluppo del capitalismo e all'etica del lavoro, al passaggio da una società tradizionalmente improntata sui valori del merito e del talento a una cultura del nuovo capitalismo dominata dallo «spettro dell'inutilità». Questa constante attraversa molti delle sue pietre miliari, da L'uomo flessibile (Feltrinelli, 1999 e 2022) e La cultura del nuovo capitalismo (Il Mulino 2006 e 2012) al più recente La società del palcoscenico (Feltrinelli, 2024), un'accorata e brillante invettiva contro la società della performance. Notevoli anche le sue riflessioni sulla vita nelle metropoli e le interazioni sociali nei tessuti urbani, che improntano testi come La coscienza dell'occhio (Feltrinelli, 1991) e Costruire e abitare (Feltrinelli, 2018).