Uno Scontro Tra Secoli
Ven 05 settembre 2025
14:30
A partire da 8€
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Secondo la scrittrice e giornalista Marija Stepanova da tempo è in atto un tentativo, non solo da parte della Russia nei confronti dell'Ucraina, di aggrapparsi a una nostalgica età dell'oro per perseguire obiettivi politici e militari: "Abbiamo questa sensazione speciale per la 'Grande guerra patriottica', perché è l'unico punto della nostra storia su cui tutti sono d'accordo: è stato terribile, è stato incredibilmente difficile e abbiamo vinto e abbiamo aiutato a salvare il mondo. Questa narrazione è la sola che definisce la nazione russa e lo Stato russo, ma ora viene abusata da Putin, che usa l'immagine della 'Grande guerra patriottica' come fondamento della sua agenda". Stepanova, che ora risiede in Germania, attraverso l'autofiction analizza nelle sue opere la storia del suo Paese d'origine e il senso di spaesamento di chi vive in esilio, come accade in Memoria della memoria e in La sparizione. Ne parla a Mantova con Elvira Mujčić (La buona condotta).
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Festivaletteratura
Dal 1997, Festivaletteratura è uno degli appuntamenti culturali italiani più attesi dell'anno, una cinque giorni di incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano a Mantova per vivere in un'indimenticabile atmosfera di festa. Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati, secondo un'accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme.
Marija Stepanova
Marija Michajlovna Stepanova (Mosca, 1972) è una poetessa, giornalista e narratrice russa, caporedattrice dal 2007 del quotidiano online Colta.ru. Dalla madre, ingegnere e autrice di poesie, ha ereditato la passione per la lirica e le ballate tradizionali, e oggi è annoverata in madrepatria tra le voci che più hanno contribuito a rendere nuovamente popolare questo genere poetico, che ha riletto sovvertendo talvolta la prosodia e le forme convenzionali. Ha pubblicato i suoi primi componimenti nell'almanacco Babylon (1996); dopodiché molte sue poesie sono apparse in altre riviste letterarie del Paese (Zerkalo, Znamya, Kriticheskaya massa, Novoe Literaturnoe Obozreniye). A oggi ha firmato dodici libri di poesia (tra i quali l'impetuoso poema Sacro inverno 20/21), il romanzo Memoria della memoria, salutato come un capolavoro della letteratura russa contemporanea, e il memoir La sparizione. È stata insignita di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Pasternak nel 2005, il Big Moskow Score Prize nel 2009, il Bol'šaja Kniga Award nel 2018, il NOS Award nel 2019. Nel 2007 ha fondato la rivista indipendente online OpenSpace.ru.
Elvira Mujčić
Elvira Mujčić è nata nel 1980 a Loznica, una località serba. Trasferitasi a Srebrenica, in Bosnia, vi ha vissuto fino all'inizio della guerra, nel 1992. Risiede in Italia da più di vent'anni e lavora come scrittrice e traduttrice letteraria. Nel 2007 ha firmato Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica, un diario di viaggio che è un urlo contro l'orrore di un efferato genocidio della storia recente, consumatosi l'11 luglio 1995. Il romanzo E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009) è invece la storia di Zlatan, un ragazzo fuggito dalla guerra in Bosnia che, dopo anni trascorsi da esule in Italia, ormai trentenne torna a interrogarsi sulle contraddizioni e le incomprensioni della sua gente. L'esperienza dello sradicamento e del difficile dialogo tra culture e linguaggi caratterizza anche i libri successivi di Mujčić, in particolare: La lingua di Ana (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016) e Consigli per essere un bravo immigrato (2019). Nel 2023 è uscito per Crocetti La buona condotta, un romanzo ambientato all'indomani dell'indipendenza del Kosovo.