Scrivere Del Tempo In Cui Viviamo
Mer 03 settembre 2025
18:15
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Quando, nel 2019, Ali Smith incontrò il pubblico di Festivaletteratura nella cornice di Palazzo San Sebastiano, termini come "quarantena" o "zona rossa" erano ancora lontani dall'apparire sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Molte cose possono cambiare e poi diradarsi come nebbia in cinque anni, ma non tutte: l'immenso talento dell'autrice della Tetralogia delle stagioni resta saldo nel tempo, così come la sua capacità di leggere l'attualità della Gran Bretagna, mescolandola a una critica ragionata del futuro, anche se spaventoso e distopico come quello della sua ultima fatica Gliff. In un momento in cui il capitalismo sfrenato, il controllo digitale, la tecnocrazia e la repressione del dissenso non sono solo le basi di quello che potrebbe essere un romanzo orwelliano, ma una quotidianità vissuta da molti, la scrittrice di Inverness ha accettato "la sfida di scrivere del tempo in cui viviamo". Lo racconta al pubblico presente e alla scrittrice Gaia Manzini (La via delle sorelle).
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Festivaletteratura
Dal 1997, Festivaletteratura è uno degli appuntamenti culturali italiani più attesi dell'anno, una cinque giorni di incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano a Mantova per vivere in un'indimenticabile atmosfera di festa. Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati, secondo un'accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme.
Ali Smith
«La voce di Ali Smith, così saggia e gioiosa, è il perfetto antidoto ai nostri tempi difficili: cruda e amareggiata di fronte all'ingiustizia, ma sempre aperta alla speranza, per quanto sottile» (The New Statesman). Nata a Inverness, l'autrice scozzese si è laureata ad Aberdeen e ha cominciato a Cambridge un dottorato sul postmodernismo in letteratura. Ha insegnato per un anno all'Università di Strathclyde ma ha dovuto interrompere la sua carriera accademica a causa di una sindrome da stanchezza cronica che l'aveva colpita nei primi anni Novanta. Inizialmente la scrittura è stata per lei una forma di terapia per uscire dalla sindrome, e invece è diventata il suo mestiere. Poche, essenziali caratteristiche l'hanno resa una delle narratrici più originali e influenti della letteratura britannica contemporanea: l'esplorazione delle abitudini quotidiane, la messa a nudo delle fragilità umane (con un'attenzione particolare all'universo femminile), l'instancabile ricerca di un'unità di misura degli affetti, il tutto accompagnato da una buona dose di humour e arguzia. La sua prima raccolta di racconti, Free Love, le è valsa il Saltire First Book Award mentre il romanzo Hotel World è stato insignito dell'Encore Prize. Quattro volte finalista al Booker Prize, con Estate ha firmato il quarto capitolo di una magistrale tetralogia ispirata alle stagioni, alla quale sono seguiti i romanzi Coda (SUR, 2023) e Gliff (SUR, 2025).
Gaia Manzini
Gaia Manzini ha scritto Nudo di famiglia (Fandango, 2009), La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango, 2012, selezione Premio Strega), Ultima la luce (Mondadori, 2017), Nessuna parola dice di noi (Bompiani, 2021) e il reportage narrativo A Milano con Luciano Bianciardi (Giulio Perrone editore, 2021). Collabora con Sette, il Foglio e L’Espresso. Il suo ultimo libro è La via delle sorelle (Bompiani, 2023).