Quante storie ha una città?

Quante storie ha una città?


Data

Ven 30 maggio 2025

Orari

15:30 - 16:30

Ingresso

Gratuito

Distanza da te

Calcolo distanza...


Quanti volti può mostrare una città multiculturale? Gorica o Gorizia – liberata o occupata, sacra o perduta? Come leggere le storie urbane e come scriverne? Un dibattito tra storici esplorerà la comprensione dello spazio goriziano attraverso i racconti e le ricerche, facendo emergere diverse prospettive sulle esperienze d’amore e sofferenza delle generazioni passate. Attraverso le storie delle nostre nonne e dei nostri nonni, riscopriremo l’intreccio tra storia, memoria e identità in una città al crocevia di culture.



Gorica ali Gorizia – osvobojena ali okupirana, sveta ali zapuščena? Kako lahko interpretiramo urbane pripovedi in kako naj bodo zapisane? Ta znanstvena razprava med zgodovinarji želi raziskati prostorske in kulturne razsežnosti Gorice skozi prizmo pripovedi in zgodovinskega raziskovanja. Z razkrivanjem različnih perspektiv bo razprava osvetlila čustvene in družbene izkušnje – ljubezen, izgubo in vztrajnost – ki so jih živele pretekle generacije.

Skozi osebne zgodbe naših babic in dedkov bomo znova preučili prepletenost zgodovine, spomina in identitete v mestu, ki leži na stičišču različnih kultur.

Incontro in italiano e sloveno

Srečanje v italijanskem in slovenskem jeziku

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.


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Pagine coinvolte
èStoria
èStoria

Il più grande festival italiano di storia si prefigge in ogni edizione l’obiettivo di spaziare nel tempo, dall’evo antico a quello moderno, su temi di grande rilevanza con un approccio multidisciplinare. Il Festival si compone di un numero sempre crescente di appuntamenti per mettere a confronto le voci più autorevoli che animano la ricerca e il dibattito storico-culturale internazionale. Durante le giornate del Festival si alternano dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli, mostre, proiezioni e racconti di testimonianze.

Paolo Malni
Paolo Malni

Goriziano, già insegnante di storia e filosofia nei licei, si occupa delle sorti dei civili durante la Grande guerra. Ha pubblicato, tra l’altro, i volumi Fuggiaschi. Il campo profughi di Wagna 1915-1918, S. Canzian d’Isonzo 1998; Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci 1914-1919, vol. 2, La storia, Rovereto 2015. Ha curato la mostra sui profughi “Altrove. 1915-1918” (Gorizia, novembre 2016-marzo 2017) ed il relativo catalogo. / Paolo Malni, a native of Gorizia and former teacher of history and philosophy in high schools, focuses on the fate of civilians during the Great War. Among other works, he has published the volumes Fuggiaschi. Il campo profughi di Wagna 1915–1918, S. Canzian d’Isonzo 1998; Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci 1914–1919, vol. 2, La storia, Rovereto 2015. He curated the exhibition on refugees “Altrove. 1915–1918” (Gorizia, November 2016–March 2017) and the accompanying catalogue. / Paolo Malni, rojen v Gorici, nekdanji profesor zgodovine in filozofije na gimnazijah, se posveča usodi civilistov med prvo svetovno vojno. Med drugim je izdal knjigi Fuggiaschi. Il campo profughi di Wagna 1915–1918, S. Canzian d’Isonzo 1998; Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci 1914–1919, 2. zvezek, La storia, Rovereto 2015. Bil je tudi kustos razstave o beguncih »Altrove. 1915–1918« (Gorica, november 2016–marec 2017) in urednik spremljajočega kataloga.

Kaja Širok
Kaja Širok
Petra Svoljšak
Petra Svoljšak

La dott.ssa Petra Svoljšak è direttrice dell’Istituto Storico Milko Kos del ZRC SAZU e docente presso l’Università di Nova Gorica e la Scuola Post-Laurea del ZRC SAZU. La sua ricerca si concentra sulla Prima Guerra Mondiale, con particolare attenzione a tematiche quali l’occupazione, le sofferenze e la violenza sui civili, la memoria e il patrimonio bellico, le vittime, le relazioni di genere e la storia urbana di questo periodo trasformativo. Tra i suoi contributi più recenti si annovera il capitolo co-autoriale con Gregor Antoličič dal titolo «Gli altri: i rifugiati nella prospettiva slovena della Prima Guerra Mondiale» incluso nel volume curato «Refugees and Population Transfer Management in Europe, 1914-1920s» (New York (NY); Londra: Routledge, cop. 2025). Inoltre, è coautrice della monografia molto apprezzata dalla critica «Leta strahote: Slovenci in prva svetovna vojna» (Anni dell’orrore: gli Sloveni e la Prima Guerra Mondiale), pubblicata da Cankarjeva založba nel 2018. Quest’opera ha ricevuto il prestigioso Premio KLIO per il miglior libro di storia in Slovenia sia nel 2019 che nel 2020, riconoscimento conferito dall’Associazione Storica della Slovenia.

Alessandro Cattunar
Alessandro Cattunar

Goriziano d’origine, è dottore di ricerca in Storia contemporanea e insegnante. Con l’Associazione Quarantasettezeroquattro, di cui è presidente, si occupa di public history cercando di raccontare
il confine tra Italia e Jugoslavia servendosi di forme espressive e linguaggi sempre diversi, dall’audiovisivo al teatro, dalla performance alle installazioni artistiche. È curatore dei progetti “Strade della memoria. Archivio della memoria dell’area di confine”, “Topografie della memoria. Museo diffuso dell’area di confine” e del museo multimediale “Lasciapassare/ Prepustnica”. Si occupa anche di produzioni audiovisive e teatrali ed è condirettore di “InVisible Cities. Festival urbano multimediale”. Oltre ad articoli accademici ha pubblicato il volume Il confine delle memorie. Storie di vita e narrazioni pubbliche tra Italia e Jugoslavia 1922–1955 (Mondadori, 2014).

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