Psicogeografia Balcanica
Dom 08 settembre 2024
10:00
Gratuito
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"Non amo i libri scritti da chi si limita a osservare a distanza di sicurezza, non parlando con nessuno e sentendosi superiore. Per me un esploratore è anche chi indaga il regno interiore, e in questo senso mi sento una vera esploratrice che indaga contemporaneamente il mondo esterno della natura e quello interno della mente": con queste parole Kapka Kassabova (Il lago, Confine) descriveva la passione che da anni la porta negli angoli più isolati dei Balcani. L'area geografica di cui fa parte la terra d'origine della scrittrice bulgara è da sempre colpita dal pregiudizio che la vuole terra bellicosa e fratturata da nazionalismi etnici e questo – secondo Kassabova – è causato anche dal fatto che la scarsa comprensione dei propri vicini si traduce in una mancata conoscenza di sé. Raccontandone le persone e i magnifici luoghi, l'autrice di Elisir e Anima cerca di "avvicinarsi alla psiche balcanica da angolazioni diverse", oltre ogni confine e preconcetto. Ne parla insieme a lei la scrittrice e traduttrice Elvira Mujčić (La buona condotta).
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Festivaletteratura
Dal 1997, Festivaletteratura è uno degli appuntamenti culturali italiani più attesi dell'anno, una cinque giorni di incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano a Mantova per vivere in un'indimenticabile atmosfera di festa. Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati, secondo un'accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme.
Kapka Kassabova
«Sono figlia dei Balcani, l'Europa d'Oriente. Ed è la stessa idea d'Europa, per me, a essere sempre stata complessa». Autrice di memoir, romanzi, raccolte di poesie, saggi e reportage narrativi, Kapka Kassabova è nata in Bulgaria e vive in Scozia, dopo aver trascorso molti anni in Nuova Zelanda, dove ha studiato letteratura francese e russa all'Università di Otago e letteratura inglese e scrittura creativa alla Victoria University di Wellington. Scrive in inglese fin dagli esordi con le raccolte di poesie All roads lead to the sea e Dismemberment e i romanzi Reconnaissance e Love in the Land of Midas. Nel 2005 si è trasferita a Edimburgo, dove ha elaborato il suo primo saggio narrativo, Street Without a Name (Granta, 2008), una storia di formazione ambientata negli anni del crepuscolo del comunismo totalitario e un «viaggio non-sentimentale» attraverso la Bulgaria moderna. Nel 2011 ha pubblicato il memoir Twelve Minutes of Love (Granta 2011) e il romanzo Villa Pacifica (Alma Books, 2011). Nel 2017 è uscita per Granta/Graywolf la sua opera più celebre, Confine. Viaggio al termine dell'Europa, un'esplorazione delle remote zone tra Bulgaria, Turchia e Grecia – oggi attraversate da migliaia di migranti – dove due continenti si incontrano e dove un tempo correva il tratto più orientale della cortina di ferro. Descritto dalla giuria del British Academy Prize come «l'essenza del luogo e l'essenza dell'incontro umano», il libro è una narrazione polifonica dei Balcani sudorientali, raccontati attraverso il prisma interiore ed esteriore del confine. I suoi ultimi libri tradotti in Italia sono Il lago (Crocetti, 2022), Elisir (Crocetti, 2023) e Anima (Crocetti, 2024).
Elvira Mujčić
Elvira Mujčić è nata nel 1980 a Loznica, una località serba. Trasferitasi a Srebrenica, in Bosnia, vi ha vissuto fino all'inizio della guerra, nel 1992. Risiede in Italia da più di vent'anni e lavora come scrittrice e traduttrice letteraria. Nel 2007 ha firmato Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica, un diario di viaggio che è un urlo contro l'orrore di un efferato genocidio della storia recente, consumatosi l'11 luglio 1995. Il romanzo E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009) è invece la storia di Zlatan, un ragazzo fuggito dalla guerra in Bosnia che, dopo anni trascorsi da esule in Italia, ormai trentenne torna a interrogarsi sulle contraddizioni e le incomprensioni della sua gente. L'esperienza dello sradicamento e del difficile dialogo tra culture e linguaggi caratterizza anche i libri successivi di Mujčić, in particolare: La lingua di Ana (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016) e Consigli per essere un bravo immigrato (2019). Nel 2023 è uscito per Crocetti La buona condotta, un romanzo ambientato all'indomani dell'indipendenza del Kosovo.