Premiazione Glocal DOC + Il respiro di Sarajevo
Gio 07 novembre 2024
20:30 - 23:00
Gratuito
Calcolo distanza...
Il respiro di Sarajevo racconta la straordinaria storia di Sanja e Zoran, una coppia che nel 1993 fugge e sopravvive all’assedio di Sarajevo, il più lungo assedio bellico della storia del XX secolo, per trovare rifugio in Italia, a Torino.
A distanza di trent’anni da quegli eventi, il documentario ripercorre la loro storia attraverso una narrazione corale frutto di una intensa campagna di interviste realizzate da Fabiana Antonioli e da Andrea D’Arrigo (responsabile dell’Archivio Istoreto), e racconta il volto multiforme di Sarajevo, le sue aperture e le sue contraddizioni, la sua dignità, il suo respiro.
Nella loro esperienza di vita, si uniscono passato e presente per dare voce all’amicizia e alla speranza, riflettendo sulla guerra, sui pregiudizi, sulla tolleranza, sull’accoglienza.
Nel film, insieme a tanti altri, anche la testimonianza di Bogdan Tanjević, allora allenatore del Bosna che nel 1979 vinse la coppa Europa di basket battendo in finale la Pallacanestro Varese.
La proiezione sarà preceduta dalle premiazioni del festival del documentario Glocal Doc.
L’ingresso è gratuito. Vuoi partecipare? Registrati a questo link
IL TRAILER DEL FILM
Modificato più di un mese fa
Pagine coinvolte
Festival Glocal
Glocal + torna a Varese con una serie di appuntamenti che esplorano le intersezioni tra giornalismo, cultura, innovazione e territorio. Inserito all’interno dedicato al giornalismo e al racconto del territorio, Glocal + si presenta come l’occasione per partecipare ad un programma che abbraccia diversi settori, dalla tecnologia all’arte, dall’impresa all’educazione e ad eventi organizzati da diverse realtà, associazioni e istituzioni del territorio.
Fabiana Antonioli
Regista di documentari per passione. Ex producer, istruttore cinofilo, architetto.
Mario Boccia
Mario Boccia è fotografo e giornalista. I suoi reportage sono stati pubblicati da molte testate italiane ed europee. Le sue foto sono state utilizzate da Agenzie dell’ONU e da molte ONG. È stato corrispondente de “il Manifesto” da Sarajevo, Belgrado, Pristina, Skopje, Dyarbakir e Bagdad. Per il “Messaggero di S.Antonio” cura da cinque anni la rubrica “Volontariati”. Dal 1989 al 2005 ha lavorato in scenari di guerra, povertà e disastri ambientali (Balcani, Medio Oriente, Africa, America Latina), cercando di individuare segnali di speranza e di ricostruzione anche nelle situazioni più disperate. Non ama essere definito “fotoreporter di guerra”. Preferisce “fotografo di lamponi”, perché sostiene la cooperativa agricola “Insieme” di Bratunac (Bosnia Erzegovina). Un’esperienza che secondo lui meriterebbe il Nobel per la Pace, perché nata nel luogo del genocidio di Srebrenica: donne bosniache che non si sono lasciate dividere dalla guerra producono confetture e succhi di piccoli frutti. La loro linea di prodotti si chiama: “Frutti di Pace”. Nel catalogo di orecchio acerbo: "La fioraia di Sarajevo" illustrato da Sonia Maria Luce Possentini (2021).
Sanja e Zoran
Sanja e Zoran, una coppia che nel 1993 fugge e sopravvive all'assedio di Sarajevo, il più lungo assedio bellico della storia del XX secolo, per trovare rifugio in Italia, a Torino. Nella loro esperienza di vita, si uniscono passato e presente per dare voce all'amicizia e alla speranza, riflettendo sulla guerra, sui pregiudizi, sulla tolleranza, sull’accoglienza.