Più affamati della neve
Ven 23 maggio 2025
20:45
Gratuito
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con Tiziana Cera Rosco (poetessa), Lorenzo Montenz (arpa), Chiara De Zuani (clavicembalo)
Chiedere perdono significa allontanarsi da se stessi presi dalla diminuzione del proprio talento nell’amore o risuscitare il dono del legame che un’intimità sembrava disconosciuta? Vuol dire essere più vicini alla cenere sul capo o ad una ferita della luce nella neve?Che differenza di legame denuncia lo sperare nel perdono o il credere nel perdono? Partendo da alcuni versi del salmo 51 oggetto di amplificazione poetica da parte di Tiziana Cera Rosco, cercheremo di non perdere la tenuta di queste domande e di abitare la tensione. La filosofa Zambrano diceva:”senza rinascita nulla è del tutto vivo. Meditazione in musica con arie di D. Scarlatti, G.F. Haendel, F.Petrini.
In collaborazione con: Parrocchia di San Francesco Grande
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Pagine coinvolte
Festival Biblico
Ci chiamiamo così dal 2005, quando gli attuali enti promotori – Diocesi di Vicenza e Società San Paolo – ebbero l’intuizione di unire lo stile tipico di un festival al contenuto delle Sacre Scritture, per rileggere la contemporaneità e i fatti dell’attualità. Non abbiamo finalità confessionali, ma siamo un’esperienza spirituale e culturale aperta a chiunque voglia porsi delle domande per provare a capire qualcosa di più del mondo.
Chiara De Zuani
Diplomata al Conservatorio di musica di Padova in pianoforte e didattica della musica e a Verona in clavicembalo, collabora con gruppi strumentali da camera e orchestre sia come continuista che come solista, in Italia e all’estero suonando in alcuni dei più importanti festival di musica antica.
Lorenzo Montenz
Diplomato giovanissimo in in arpa con il massimo dei voti a Piacenza, si è perfezionato in Italia e all’estero con i più grandi maestri. Come solista ha tenuto recitals in Italia e all’estero. Sacerdote della diocesi di Parma, è docente emerito di Antropologia presso l’istituto interdiocesano di Scienze Religiose di Parma, conservatore dell’Archivio storico diocesano e dell’Archivio capitolare di Parma.
Tiziana Cera Rosco
Cresciuta tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e le Sacre Scritture, é arrivata all’immagine attraverso la parola poetica e ha iniziato a lavorare con il proprio corpo usando la fotografia -il selfportrait – intesa come gesto di un atto performativo. Le sue performance, nate nella terra in cui è cresciuta, sono in stretta relazione con il luogo in cui avvengono e si svolgono in posti sacri, che siano boschi, foreste, chiese consacrate e sconsacrate, monasteri. La sua attività scultorea prende vita da quella performativa, in un innesto di figure umane, vegetali e animali. Nei suoi lavori ha affrontato il tema del terremoto, della deposizione, del perdono, della metamorfosi con la natura e dell’abitare, tenendo spesso come riferimento la mitologia greca. La sua produzione transmediale e installativa comprende dunque scrittura, fotografia, video, performance, scultura come declinazioni di un’unica ricerca, il linguaggio è concepito come dimora esistenziale e il ruolo dell’artista come una ...