Nel museo che vorrei: prospettive antropologiche per narrazioni inclusive nelle pratiche museali
Sab 13 aprile 2024
11:00 - 13:00
Gratuito
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Come possono i musei (e i musei etnografici!) costruire l’alternativa? Nuovi approcci inclusivi e il coinvolgimento attivo delle comunità hanno reso fertile il dibattito museale degli ultimi vent’anni: parleremo di alcune pratiche in questa direzione. Come possiamo trattare i feticci africani nei musei come oggetti rituali “vivi” - mettendoli a disposizione delle comunità di origine e afrodiscendenti, ridefinendo il concetto di cura rituale? Quali nuove prospettive e pratiche museali emergono dall’analisi dei quipu andini - quelli “sotto teca” come quelli tuttora indossati - veicoli di discorsi su storia, identità e potere? Che domande su noi stessi e sul nostro rapporto con l’Altro ci pongono le biografie e le narrazioni del patrimonio nativo americano oggi nelle collezioni italiane?
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Festival dell'Antropologia
Un Altro Mondo è Possible
Davide Domenici
Davide Domenici è Professore Associato di Antropologia presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, dove insegna Arte e cultura dell’America indigena e Antropologia museale. Specializzato nello studio delle civiltà indigene americane in età precolombiana e nella prima età coloniale, ha diretto il Progetto Archeologico Río La Venta (Messico, 1999-2010) e il Cahokia Project (Illinois, USA, 2011-2017). Da anni si dedica allo studio delle biografie culturali di manufatti mesoamericani giunti in Italia nel corso del XVI secolo, coniugando ricerca d’archivio con indagini scientifiche condotte in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR. Attualmente è leader dell’unità bolognese del PRIN 2022 “KNOT – Knowledge of Things. Reassessing American Indigenous Heritage in Italy”, finalizzato a censire e indagare il patrimonio indigeno americano conservato in musei italiani.
Lucrezia Milillo
Lucrezia Milillo è dottoranda nel dipartimento di Social Anthropology dell’Università di St Andrews. La sua ricerca mira ad esplorare i khipu non solo come una tecnologia tessile di corde annodate per orgnizzare e condividere informazioni, ma più ampiamente come repositori di conoscenza andina. Con un focus specifico sulla materialità di questi oggetti e su come diversi attori sociali vi interagiscono, la sua ricerca si è svolta in diversi musei etnologici europei, in laboratori per l’analisi dei beni culturali e in una comunità campesina delle Ande peruviane. Con particolare attenzione ai valori culturali costruiti attraverso la pratica e l’interazione con fibre e tinture, le sue aree di interesse e studio includono l’antropologia della tecnologia, studi della cultura materiale, etnobotanica e la teoria della pratica.
Maya Pasquali
Maya Pasquali è studentessa presso la facoltà magistrale di antropologia culturale ed etnologia di Bologna.Amante dell'Africa Occidentale, per gioia e per studio, si occupa di narrativa tramandata oralmente collegata alla tecnica divinatoria del Fa in Dahomey e del culto di Tohosu ad Abomey, Benin.