L’uomo come albero piantato lungo corsi d’acqua (Sal 1,3)
Sab 24 maggio 2025
20:45
Gratuito
Calcolo distanza...
con dom Alessandro Barban (Eremo di Camaldoli)
modera Nicola Benvenuti
Le parole del salmista sono illuminanti per guardare nel proprio cuore e scoprire che in esso ci sono sempre due vie che possiamo percorrere, una verso la speranza e una verso il male. Quali sono i segni di speranza per l’uomo d’oggi? Quali corsi d’acqua a cui attingere per alimentare la speranza? Il tema dell’albero che porta frutto a suo tempo presente nel Sal 1, che apre come meditazione il libro del Salterio, è una metafora biblica molto potente. Indica il credente in Dio che medita la legge del Signore. L’ha letta, la medita e la vive. Da una parte, richiama gli alberi della vita e della conoscenza del bene e del male presenti nel paradiso terrestre, cioè la via sapienziale della vita, dall’ altra, richiama Ger 17,7-8 dove il profeta descrive l’ uomo che confida nel Signore come un albero che vivendo lungo l’acqua, stende le radici continuando a produrre i suoi frutti. È il libro dei Salmi con la sua sapienza, la sua fede, la sua preghiera, la sua contemplazione che crea una interconnessione dentro la stessa Bibbia, che ci apre gli occhi della coscienza, la mente dell’ intelligenza e il cielo della relazione con Dio, mai senza i fratelli e le sorelle nell’ umanità.
Modificato più di un mese fa
Pagine coinvolte
Festival Biblico
Ci chiamiamo così dal 2005, quando gli attuali enti promotori – Diocesi di Vicenza e Società San Paolo – ebbero l’intuizione di unire lo stile tipico di un festival al contenuto delle Sacre Scritture, per rileggere la contemporaneità e i fatti dell’attualità. Non abbiamo finalità confessionali, ma siamo un’esperienza spirituale e culturale aperta a chiunque voglia porsi delle domande per provare a capire qualcosa di più del mondo.
dom Alessandro Barban
È un religioso cattolico. Nato a Ferrara il 22 giugno 1957, dopo gli studi classici ha conseguito la laurea in Lettere all’Università degli Studi di Bologna. Entrato a Camaldoli, è monaco camaldolese dal 1984. Ha studiato teologia al Pontificio Ateneo S. Anselmo e alla Pontificia Università Gregoriana (Roma). Docente di teologia dogmatica al Pontificio Ateneo S. Anselmo dal 1991 al 1998; Priore del Monastero di Fonte Avellana dal 1998 al 2011 e Priore generale della Congregazione camaldolese dell’ Ordine di S. Benedetto dal 2011 al 2023. Svolge un’intensa attività di conferenziere affrontando temi di teologia, filosofia e di attualità politica.