Leggere pericolosamente
Mar 22 luglio 2025
20:40
Gratuito
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«Finché possiamo immaginare, siamo liberi» ha detto David Grossman. Ma – si potrebbe obiettare – non sarà un lusso riservato agli scrittori? In altre parole: la letteratura esercita un effettivo potere sulla nostra vita quotidiana? Le cinque lettere che fra il 2019 e il 2020 Azar Nafisi ha indirizzato al padre, proseguendo un dialogo che la morte di lui non ha interrotto, sono la più persuasiva risposta a questo cruciale interrogativo. Mentre intorno a lei, anche negli Stati Uniti, la realtà si fa sempre più allarmante – dall’affermarsi di tendenze totalitarie alla pandemia di Covid-19 – e indignazione e angoscia paiono sopraffarla, Azar Nafisi torna a immergersi nei libri che più ha amato, e ci mostra, intrecciando racconto autobiografico e riflessione sulla letteratura, come Salman Rushdie e Zora Neale Hurston, David Grossman e Margaret Atwood, e altri ancora, l’abbiano accompagnata nei momenti più difficili, come veri e propri talismani. E le abbiano dischiuso, con la loro multivocalità, inattese prospettive: insegnandole per esempio a dubitare della soffocante dicotomia tra aggressore e vittima; a vedere nell’odio e nella rabbia, in apparenza capaci di conferire identità, una fuga dal dolore – a comprendere che le grandi opere letterarie sono davvero pericolose, giacché smascherano ogni impulso tirannico, fuori e dentro di noi. Sicché leggerle pericolosamente significa accogliere l’irrequietezza e il desiderio di conoscenza di cui ci fanno dono.
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Il libro possibile
Da oltre 22 anni il Libro Possibile rappresenta l'evento culturale dell'estate del sud Italia, ogni anno a Polignano a Mare e da alcuni anni anche a Vieste.
Azar Nafisi
Azar Nafisi è nata a Teheran, dove ha insegnato letteratura angloamericana in varie università, finché le restrizioni del governo degli ayatollah non glielo hanno reso impossibile. Nel 1997 si è trasferita negli Stati Uniti e nel 2008 è diventata cittadina americana. Oggi vive a Washington e insegna alla School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University. Il suo primo libro, Leggere Lolita a Teheran (Adelphi 2004), è stato tradotto in trentadue lingue.
Pamela Ferlin
È nata a Padova dove si è laureata in sociologia. Collabora con il «Corriere della Sera».