Le Piattaforme Digitali Fra Utopia E Distopia
Ven 19 aprile 2024
16:00 - 17:00
Gratuito
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Da Netflix a Instagram, da Amazon a Glovo, da Glitch a Rousseau: le piattaforme digitali costituiscono il luogo di molte delle nostre interazioni sociali, nonché della nostra formazione culturale e politica. Ci muoviamo tra la promessa di una crescente partecipazione politica e un rovescio decisamente oscuro: complottismi, radicalizzazione, polarizzazione, e il continuo incappare in contenuti che, anziché ampliare le nostre conoscenze, esasperano le nostre convinzioni.
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Pagine coinvolte
Biennale di Tecnologia Torino
Biennale Tecnologia è un appuntamento stabile, organizzato dal Politecnico di Torino in alternanza con Biennale Democrazia – che a Torino promuove la diffusione di una cultura della democrazia che sappia tradursi in pratica democratica – per completare in qualche modo questa riflessione e per ampliare lo sguardo alle molteplici facce della tecnologia: strumento umano che proprio dall’uomo è creato, ma che in fondo condiziona in modo significativo la vita di ciascuno.
Claudia Attimonelli
Ricercatrice in Media Studies e Visual Culture, professoressa di Studi visuali e cultura digitale e Media, cultura visuale e sound studies all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; è docente di Studi visuali e multimediali al Master in Giornalismo Ordine dei Giornalisti all’Università di Bari. È coordinatrice dei Dialoghi sul Big – Bari International Gender Festival; responsabile scientifica dell’Archivio di Genere Uniba; è visiting professor presso l’Università Uerj (Rio de Janeiro) e chercheuse associée dell’Université Paul-Valéry (Montpellier). Le sue ricerche sulla techno e l’Afrofuturismo sono considerate seminali nel panorama italiano e internazionale; si interessa di questioni di genere, stili urbani e culture musicali.
Marco Deseriis
Professore associato presso la Classe di scienze politico-sociali della Scuola Normale Superiore, dove insegna sociologia dei media, della cultura e della comunicazione. È autore dei saggi "Improper Names: Collective Pseudonyms from the Luddites to Anonymous" (Nomi impropri: Pseudonimi collettivi dai luddisti ad Anonymous, University of Minnesota Press, 2015) e "Net.Art: L’arte della connessione" (Shake 2008), scritto a quattro mani con Giuseppe Marano.
Francesco Gallino
Insegna Storia del pensiero politico all’Università di Torino e le sue ricerche si concentrano sul tema dell’obbedienza politica. Si è occupato – tra le altre cose – di storia delle prigioni, servitù volontaria, psicologia collettiva, e teorie dell’automatismo psicologico. È autore di "Tocqueville, il carcere, la democrazia"; (Il Mulino 2020) e "Inconscio e politica in Gustave Le Bon"; (Aracne 2021) oltre che di saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali. Collabora con la Maisons des Sciences de l’Homme (Università di Bordeaux) e con l’IDPT – Institut de Psychodynamique du Travail di Parigi, ed è membro fondatore del Collettivo La Boétie.