Le donne e il mondo, la vita e l'avventura: come il fumetto (ri)disegna la realtà
Dom 20 ottobre 2024
12:30 - 13:20
Gratuito
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Milo Manara è la prova che il fumetto non conosce confini. Nato in Alto Adige ha esplorato il mondo con la fantasia, tratteggiando un universo di sogno e desiderio, avventura e donne bellissime, illustrando le proprie storie o adattando quelle altrui (come nel recente Il nome della rosa da Umberto Eco). Un dialogo con il giornalista tedesco Andreas Platthaus sull'arte e la visione di un maestro del fumetto italiano contemporaneo.
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Pagine coinvolte
Radici Nel Futuro
L’Italia è Ospite d’Onore alla 76esima Fiera del Libro di Francoforte. Non succedeva dal 1988, anno in cui venne inaugurato ufficialmente l'attuale format che, all’interno del programma, assegna un posto speciale a un Paese o a una regione linguistica. Quella prima volta si rivelò un successo di critica e di numeri: il padiglione italiano catturò l'attenzione con l'attesa presentazione del secondo romanzo di Umberto Eco, Il pendolo di Foucault. Il grande autore italiano era reduce dall'exploit de Il nome della Rosa, libro che in Germania aveva venduto quasi 3 milioni di copie.
Milo Manara
Milo Manara è uno dei Maestri del fumetto a livello internazionale. La sua consacrazione avviene a metà degli anni ’70 con Lo Scimmiotto (sceneggiatura di Silverio Pisu), H.P. e Giuseppe Bergman, L’uomo delle nevi (sceneggiatura di Alfredo Castelli) e la seconda puntata di Bergman. Seguono L’uomo di carta e Tutto ricominciò con un’estate indiana, che segna la prima collaborazione con Hugo Pratt. Con Il Gioco la produzione di Manara si orienta verso l’erotismo tout court, come confermano i successivi Il profumo dell’invisibile e Candid Camera.