La grammatica della fantasia disegnata
Ven 18 ottobre 2024
15:30 - 16:20
Gratuito
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C’è un nome che lega Beatrice Alemagna e Olimpia Zagnoli: quello di Gianni Rodari. Entrambe si sono ispirate ai racconti, alle fiabe, alle filastrocche e ai personaggi inventati dal grande scrittore, per illustrare libri come La bambina di vetro e L’omino di niente. Partendo proprio dall’autore di Grammatica della fantasia, un confronto serrato e appassionato sulla “grammatica della fantasia disegnata”, tra linee curve e spezzate, colori vivaci e rarefatti, libri e manifesti, immagini in grado tanto di conquistare il mondo dell'infanzia che sedurre un pubblico più adulto.
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Pagine coinvolte
Radici Nel Futuro
L’Italia è Ospite d’Onore alla 76esima Fiera del Libro di Francoforte. Non succedeva dal 1988, anno in cui venne inaugurato ufficialmente l'attuale format che, all’interno del programma, assegna un posto speciale a un Paese o a una regione linguistica. Quella prima volta si rivelò un successo di critica e di numeri: il padiglione italiano catturò l'attenzione con l'attesa presentazione del secondo romanzo di Umberto Eco, Il pendolo di Foucault. Il grande autore italiano era reduce dall'exploit de Il nome della Rosa, libro che in Germania aveva venduto quasi 3 milioni di copie.
Beatrice Alemagna
Bolognese, Beatrice Alemagna decide a otto anni di diventare autrice e illustratrice, ispirata dalle avventure dei suoi eroi di allora, Pippi Calzelunghe e Marcovaldo. Determinazione, studio e talento fanno il resto, regalandole successi fin da giovanissima. Pluripremiata, tradotta e pubblicata in Italia e all’estero, il suo nome appare accanto a quello di alcuni grandi della letteratura, da Apollinaire a Roald Dahl, di cui accompagna le parole a colpi di matita. Il “New York Times” e la New York Public Library la inseriscono ben due volte nella lista dei migliori albi illustrati per bambini, prima con Un grande giorno di niente (2016) e poi con La bambina di vetro (2019, entrambi Topipittori). In Germania, Ein grosser Tag, an dem fast nichts passierte (Beltz & Gelberg, 2018) si aggiudica il famoso Huckepack Prize. Ultimo libro tradotto in tedesco: Das Aller Aller Beste! (Rotopol, 2024).
Olimpia Zagnoli
È uno stile morbido e sinuoso, futuristico e beatlesiano, quello di Olimpia Zagnoli, dove al netto di ogni sensazione è il colore a farla da padrone, aspetto non decorativo ma costitutivo, in grado di conferire essenza al punto tale da cambiare radicalmente le sorti del disegno. Uno stile per il quale editoria, moda e comunicazione hanno egualmente perso la testa a livello internazionale, assicurandoselo per declinarlo in un’infinita varietà di formati e campagne di branding: tra le tante collaborazioni di Zagnoli figurano “The New York Times”, “Vogue”, Penguin, Taschen, Feltrinelli, Barilla, Fiat, Apple, Dior, Prada e Fendi. Di madre pittrice e padre fotografo, formatasi allo IED di Milano, accanto al lavoro bidimensionale sperimenta sculture, design al neon, video musicali e ceramiche, esposti in molte città del mondo e raccolti nel volume Caleidoscopica (Lazy Dog, 2021).