Sei sicuro di voler scollegare tutti gli eventi figli da questo contenitore? Questa azione non può essere annullata.
Eliminazione evento
Eliminazione contenitore
Vuoi eliminare anche tutti gli eventi contenuti? Se scegli no, gli eventi verranno solo scollegati.
Elimina anche gli eventi
Scollega e mantieni eventi
Conferma eliminazione contenitore
Per confermare, inserisci la parola richiesta nel campo qui sotto.
Inserisci la parola di conferma
Devi inserire la parola di conferma corretta.
conferma
Distanza da te
Calcolo distanza...
km
Accesso alla posizione negato
Posizione non disponibile
46.538195
12.134929
La Casa Dell’attesa - Possiamo Permetterci Di Dimenticare L’africa?
Data
Dom 24 agosto 2025
Orari
18:00
Ingresso
Gratuito
Distanza da te
Calcolo distanza...
«A Chiulo, vedrai, a Chiulo non c’è niente… ma potresti comunque trovare tutto». Fabio Geda – autore di Nel mare ci sono i coccodrilli – ci conduce con La casa dell’attesa in Angola, sugli altopiani al confine con la Namibia, accanto all’ospedale rurale di Chiulo. È lì che le donne vivono in comunità nell’ultimo mese di gravidanza, per proteggere sé stesse e i propri figli. Le loro storie si intrecciano a quelle dei medici italiani di Medici con l’Africa Cuamm, con la memoria di ventisette anni di guerra civile, con la bellezza aspra della natura, con le strade affollate di Luanda. E con figure indimenticabili, come quella di Agostinho Neto, medico, poeta e padre della patria. Con Fabio Geda, Don Dante Carraro, direttore del Cuamm, riflette sul destino della cooperazione internazionale, reso incerto ora dal drastico taglio ai fondi Usaid deciso nel febbraio 2025 dall’amministrazione Trump. Una decisione che, ha raccontato Carraro, ha lasciato improvvisamente senza risorse ospedali africani dove si curano migliaia di persone. Ma la vera domanda va oltre: può sopravvivere la cooperazione in un mondo dove avanzano isolazionismo, sospetto e chiusure? Perché non si tratta solo di salvare dei fondi, ma di continuare a credere nel valore dell’aiuto. Perché questo nostro pianeta assomiglia a una gigantesca casa dell’attesa, dove a dare alla luce il futuro, o anche solo la giornata, fatichiamo tutti. Ma tutti continuiamo a sperare.