Il verminaio. L’inchiesta sui dossier dell’Antimafia
Sab 27 luglio 2024
23:00
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Questo libro prova a entrare dentro la verità, a farsi largo fra le trappole e i depistaggi, alla ricerca di quel filo rosso che sembra all’improvviso unire centinaia di storie italiane e di persone finite nei guai in un’unica inquietante trama segreta.
Alla ricerca di una spiegazione. Alla ricerca dei mandanti.
I misteri e le rivelazioni sullo scandalo dei dossieraggi che ha scosso la politica italiana, un sistema che prende vita nel tempio sacro della Direzione nazionale antimafia, la Superprocura ideata dal giudice Giovanni Falcone per combattere la criminalità organizzata. Le trame tessute dagli «spioni» sono andate avanti per almeno quattro anni, in un sistematico accesso alle banche dati, utilizzate dal luogotenente della Guardia di Finanza, Pasquale Striano, e dal suo capo al gruppo il pm Antonio Laudati. In quella cabina di regia, fucina dei dossier passati ai giornalisti, sono stati spiati i protagonisti della scena politica, nei momenti più determinanti della storia del Paese.
Dal dossier Colle, per fermare la candidatura a capo di Stato di Silvio Berlusconi prima e di Maria Elisabetta Alberti Casellati dopo. L’interesse smodato per i personaggi di primo piano del partito di Matteo Salvini. E la ricerca frenetica sul governo di Giorgia Meloni, con la caccia ai ministri e ai sottosegretari. L’inchiesta di Perugia ha scoperchiato il vaso di Pandora, portando alla luce un «verminaio» di accessi su migliaia di nomi, così mostruoso da paventare l’esistenza di un mercato dei dati riservati e un attacco sistematico alla vita democratica del Paese. Non solo. Perché le trame dei dossieraggi hanno valicato i confini nazionali talmente per violare i segreti delle stanze vaticane. La domanda che opinione pubblica e Chiesa ora si pongono è una: chi è il mandante?
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Brunella Bolloli
Brunella Bolloli, alessandrina di nascita, è a Libero dal 2001 dopo una laurea all’Università Cattolica di Milano in Scienze Politiche indirizzo Internazionale e un Master in Relazioni Internazionali all’Ispi di Milano. Ha conseguito il tesserino da pubblicista giovanissima e, dopo un anno di Erasmus in Francia, si è appassionata ai temi esteri e alla carriera diplomatica. Nel 2001, durante una conferenza all’Ispi, ha conosciuto Vittorio Feltri, fondatore di Libero, e ha iniziato a collaborare con il giornale, venendo poi assunta e trasferita a Roma per 16 anni. A Roma ha lavorato su cronaca, inchieste e politica, diventando caposervizio di Roma e poi passando alle pagine politiche. Nel 2017 è tornata a Milano come vice capo degli Interni. Ha aperto un blog “Penelope” sulle donne, fatto un po’ di web tv per il sito di Libero e partecipato a vari programmi televisivi tra cui Otto e mezzo, Di Martedì, Rainews24, Tagadà e Coffee Break.