Il mondo che verrà. Gli italiani e il futuro 1851-1945 (Laterza)

Il mondo che verrà. Gli italiani e il futuro 1851-1945 (Laterza)


Data

Sab 04 ottobre 2025

Orari

10:00 - 11:00

Ingresso

Gratuito

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I grandi progressi scientifici e le grandi conquiste dell'umanità, già dalla prima metà dell'Ottocento, lasciavano pensare a un futuro completamente diverso rispetto al presente. Viaggi interstellari e nel tempo, robot, incontri ravvicinati con extraterrestri: tutto sembrava possibile e a portata di mano. Queste visioni del futuro non sono soltanto il prodotto del tempo in cui sono state pensate, ma hanno condizionato il processo storico, con effetti sorprendenti che si riverberano fino ad oggi. Un secolo di aspettative verso un domani possibile viene qui ricostruito osservando il modo in cui il futuro è stato immaginato. Queste visioni non sono soltanto il prodotto del tempo in cui sono state pensate, ma hanno condizionato gli avvenimenti storici con effetti sorprendenti sul mondo. Una storia avvincente che attraverso una nuova prospettiva temporale ci consente di ricostruire il passato del futuro.


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Bayram
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Bayram è un progetto del Gruppo Editoriale MAGOG, in collaborazione con Dissipatio – Una cellula mediatica, promosso dall’Agenzia di sistemi di influenza integrati “Tra le linee”

Lorenzo Benadusi
Lorenzo Benadusi

Lorenzo Benadusi (Roma, 1973) insegna Storia contemporanea e Storia della cultura in età contemporanea presso l'Università di Roma Tre. È membro della SISSCO (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) e della Royal Historical Society. Si occupa di storia di genere e di storia dell'omosessualità. Tra le sue più recenti pubblicazioni: "Ufficiale e gentiluomo. Virtù civili e valori militari in Italia, 1896-1918" (Feltrinelli, 2015); "1917, L'inizio del secolo americano. Politica, propaganda e cultura in Italia tra guerra e dopoguerra" (Viella. 2018) e Il mondo che verrà. Gli italiani e il futuro 1851-1945"(Laterza 2025).

Guido Damini
Guido Damini

Guido Damini, cremonese, classe ’95, storico, autore e conduttore, specializzato in storia militare. È laureato cum laude in storia moderna presso l’Università Statale di Milano. Dal 2021 cura la rubrica “Guido nella storia” in onda, con Andrea e Michele, su Radio Deejay ogni fine settimana; dal 2022 è autore e conduttore del podcast “Le Caporetto degli altri”, serie prodotta da One Podcast, dedicata al lato meno trionfante della storia di popoli e condottieri, immortalati nel fragore delle loro sconfitte. Dal 2023, è autore e conduttore anche di “Cenni storici per fare lo splendido”, una graffiante satira dello studio della storia contemporanea, il cui utilizzo è oggi relegato al puro intrattenimento, in questo caso “procreativo”. Oltre ai podcast, dal 2025, è autore e monologhista di due spettacoli teatrali: “L’intera storia umana in 90 minuti” e “Transizioni egemoniche: uno spettacolo divertentissimo”. Dal 2022, cura ed espone lezioni-teatrali costruite ad hoc per affrontare in una visione storica le tematiche critiche dei più svariati soggetti, siano essi grandi società, consorzi, cooperative sociali ed enti no profit.

Maddalena Alvi
Maddalena Alvi

Maddalena Alvi ha conseguito un dottorato in storia all'Università di Cambridge; dopo aver studiato storia economica, storia dell'arte, e lettere classiche all'Albert-Ludwigs-Universität Freiburg e alle Università di Berna, Glasgow e Oxford. I suoi studi e la sua ricerca dottorale sono stati finanziati dalla Fondazione tedesca per il merito accademico (Studienstiftung des deutschen Volkes), dal Christie's Education Trust, dall'Arts and Humanities Research Council (AHRC), dall'Harvard&Cambridge Joint Centre for History&Economics (JCHE), e dalla Mellon Foundation. La sua prima monografia, 'The European Art Market and the First World War: Art, Capital, and the Decline of the Collecting Class, 1910-1925' è stata pubblicata da Cambridge University Press nel 2025. Basata su fonti in sei lingue, è la prima storia comparata, transnazionale e interdisciplinare di questo mercato durante la Prima Guerra Mondiale. Ha mosso i primi passi professionali fuori dell'università all'Hermitage di San Pietroburgo e all'Historisches Museum di Basilea. In seguito ha lavorato come project manager per fondazioni culturali tedesche e collezionisti inglesi, poi come ricercatrice post-dottorale al Rijksmuseum di Amsterdam e al Deutsches Historisches Institut di Roma e assistente alla direzione al Kirchner Museum di Davos, per poi tornare a insegnare storia all'Università di Manchester.