Il disarmo come utopia per la pace
Ven 28 marzo 2025
14:30
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Raccontare tutte le guerre nello stesso modo, ottenere il disarmo nucleare, risparmiare i civili nei conflitti: sono davvero utopie, o – invece – concreti percorsi di pace? Ci sono oggi oltre trenta conflitti e innumerevoli aree di crisi, eppure la narrazione mediatica concentra l’attenzione solamente su alcuni contesti specifici. Le armi sono sempre più potenti e distruttive, capaci di radere al suolo intere città. Il target principale, seppur mai dichiarato, sono i civili che costituiscono oltre il 90% delle vittime dei conflitti, rendendo la guerra non più uno scontro regolamentato e circoscritto agli eserciti ma una vera e propria carneficina. In questo scenario la pace rimane un’utopia se vi è la mancanza di volontà nel confronto, nel dialogo e nel rispetto dei Trattati internazionali.
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Biennale di Democrazia
Biennale Democrazia è un laboratorio pubblico permanente destinato alla cittadinanza, che promuove la diffusione e la formazione di una cultura della democrazia.
Lisa Pelletti Clark
Vicepresidente dell’associazione Beati i costruttori di pace, è da sempre impegnata a fianco delle popolazioni nei territori sconvolti dalle guerre. Ha vissuto nella Sarajevo sotto assedio (1993-1995), promuovendo reti di collegamento e di solidarietà nella città e tra le persone separate dai fronti. Successivamente ha passato lunghi periodi in altre aree della Bosnia e in Kosovo e ha partecipato a missioni di osservazione dei diritti umani ed elettorali in Palestina, Albania, Chiapas. Ha coordinato la missione della società civile per le prime elezioni nella Repubblica Democratica del Congo, nonché accompagnato missioni istituzionali in Eritrea, Etiopia, Somalia, Kenya. Dal 2005, quando la Federazione degli Scienziati Atomici USA dimostrò la presenza di armi nucleari statunitensi in Italia, si è impegnata a livello nazionale e internazionale nelle campagne per la messa al bando delle atomiche: in Italia ha partecipato all’organizzazione di molte iniziative, tra cui “Via le bombe”, “Un futuro senzatomiche”, gli eventi annuali in occasione delle ricorrenze dei bombardamenti che distrussero Hiroshima e Nagasaki, l’iniziativa Pace in Bici che ogni anno si concludeva davanti alla base USAF di Aviano, ed è tra i fondatori della Campagna “Italia, ripensaci”, la partner italiana di ICAN (la campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari che è stata insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2017). È la coordinatrice per il disarmo nucleare della Rete italiana per il Disarmo (oggi Rete Pace e Disarmo). A livello internazionale ha contribuito a estendere reti di collaborazione, diventando la coordinatrice per l’Italia di Mayors for Peace; ha partecipato per anni all’attività dell’International Peace Bureau (Premio Nobel per la Pace 1910) e ne è stata eletta Co-Presidente, funzione che ha ricoperto per due mandati (2016 – 2022).
Alice Pistolesi
Giornalista, è laureata in Scienze politiche e Internazionali e in Studi Internazionali all’Università di Pisa. Viaggia per scrivere e per documentare, concentrandosi in particolare su popolazioni oppresse che rivendicano autonomia o autodeterminazione e sui movimenti di protesta ambientalisti e femministi. È redattrice del volume Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo e del sito atlanteguerre.it, dove coordina tra l’altro dossier tematici di approfondimento su temi globali e reportage. È impegnata in progetti di educazione alla Pace nelle scuole e svolge incontri formativi in tutta Italia su conflitti e migrazioni. Pubblica e ha pubblicato da freelance su varie testate. Nel 2021 ha vinto il premio Leonardo Berni come “Cronista Toscana”.
Nicolas Marzolino
Nicolas Marzolino è Consigliere Nazionale ANVCG (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra) e Presidente della Sezione interregionale di Piemonte e Valle d’Aosta. Nel 2013, quando aveva 15 anni, ha perso la vista e la mano destra a causa del ritrovamento di un ordigno bellico inesploso della Seconda guerra mondiale a Novalesa (TO); da quel giorno è una vittima civile di guerra e porta avanti quella che provocatoriamente gli piace chiamare Propaganda di pace. Il suo impegno si concretizza nel raccontare la sua esperienza personale per fare capire che cosa significhi essere vittima civile di guerra in un Paese in pace, allo scopo di far riflettere sulla condizione di chi invece vive la guerra quotidianamente e sensibilizzare dunque alle tematiche care all’Associazione: pace, solidarietà, dialogo.
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