Dare Forma Al Futuro Della Robotica Spaziale. Dai Detriti Orbitali All’esplorazione Di Mondi Lontani
Sab 27 settembre 2025
18:00 - 19:15
Gratuito
Calcolo distanza...
Intervengono
Marilena Amoroso, capo Settore Esplorazione Umana e Robotica, ASI-Agenzia Spaziale Italiana
Gianfranco Visentin, responsabile Sezione Automazione e Robotica, ESA-European Space Agency, ESTEC-European Space Research and Technology Centre
Armin Wedler, responsabile team Esplorazione Planetaria Istituto di Robotica e Meccatronica DLR-Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt
Modera
Stefano Seriani, docente di Meccanica Applicata e Robotica Università di Trieste
Abstract
Dall’orbita all’esplorazione della Luna, di Marte e oltre, “space is hard” è un ritornello che gira tra chi spinge per superare i limiti dell’umanità. I robot, guidati da ingegneri e scienziati, affiancano da tempo gli astronauti nell’affrontare queste sfide. Parleremo di aspetti chiave dell’esplorazione robotica: utilizzo delle risorse in situ, assemblaggio in orbita, esplorazione multi‑agente e altro. Vedremo a che punto siamo con i progressi verso Luna e Marte, i rischi dei detriti spaziali, la produzione in orbita e il futuro dell’Europa e del mondo nell’esplorazione spaziale.
A cura di Università di Trieste
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Pagine coinvolte
Trieste Next
Trieste è la Città della Scienza: 2 università, 1 parco scientifico e tecnologico, più di 30 istituti di ricerca, un’altissima percentuale di ricercatori (oltre 35 ogni 1.000 occupati contro una media europea di poco meno di 6). Trieste Next è un “osservatorio” dove trovano visibilità ricerca applicata e nuove tecnologie, un “laboratorio” di idee concrete e soluzioni pratiche per accrescere il benessere delle comunità e la competitività delle aziende. Trieste Next è una “vetrina dell’innovazione” e della ricerca applicata dove i ricercatori e gli imprenditori presentano le proprie esperienze e raccontano come, grazie al trasferimento tecnologico della ricerca più avanzata, possano nascere nuove soluzioni.
Marilena Amoroso
Laureata in Matematica con un dottorato in Ingegneria fisica ambientale. Ha esperienza nel settore dell’osservazione della terra, lavorando su GPS, sonde atmosferiche e radar ad apertura sintetica presso aziende industriali. Dopo il dottorato, ha fatto parte del team di Spettroscopia applicata all’Università della Basilicata. Dal 2013 lavora all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dove è attualmente responsabile del settore Esplorazione Umana e Robotica. Ha gestito strumenti italiani di rilievo come la camera JANUS e lo spettrometro MAJIS per la missione JUICE dell’ESA, oltre al sistema SIMBIOSYS a bordo della missione BepiColombo (ESA-JAXA). È stata anche Interface Project Manager per LICIACube, parte della missione DART della NASA. Recentemente è coinvolta nell’esplorazione di Marte come delegata ASI nel International Mars Exploration Working Group, nel Comitato di Tracking ExoMars Rosalind Franklin e nella delegazione italiana ESA per l’Esplorazione Umana e Robotica.
Gianfranco Visentin
Gianfranco Visentin lavora all’ESA da oltre 30 anni ed è a capo della Sezione Automazione e Robotica (A&R) dal 2002. In precedenza ha lavorato come ingegnere del controllo su software di volo per aeromobili e sistemi di controllo attivo del veicolo. In ESA ha contribuito a progetti come il braccio robotico europeo (ERA), le strutture a microgravità di Columbus, EUROBOT (da lui ideato) ed ExoMars. La sua attività di R&S copre tecnologie come rover, bracci robotici, robot deambulanti, talpe, aerobot, autonomia, teleoperazione (stazioni di programmazione, esoscheletri), visione artificiale e sottosistemi. Ha ideato concetti innovativi per lo spazio, tra cui videocamere 3D (due volate sulla ISS), esoscheletri e reti per la cattura di detriti orbitali. È responsabile della strategia R&S dell’ESA per la robotica e coordina con enti di ricerca europei. Presiede le conferenze ASTRA e iSAIRAS e guida l’iniziativa PERASPERA della Commissione Europea.
Armin Wedler
Responsabile del team di Esplorazione planetaria presso l’Istituto di Robotica e Meccatronica del DLR - Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt. Ha studiato ingegneria meccanica e robotica e ha conseguito il dottorato all’Università di Hannover sul tema “Sistemi passivi adattativi per applicazioni robotiche”. Dal 2008 lavora al DLR, dove coordina la missione di mobilità DLR/CNES/JAXA MMX, che prevede l’invio nel 2026 di un piccolo rover da 30 kg sulla luna marziana Fobos. Wedler ha partecipato a importanti progetti europei e ha guidato missioni analogiche sull’Etna nel 2017 e 2022, con oltre 50 scienziati di DLR, ESA e istituzioni italiane. Questi sforzi internazionali si concentrano su team robotici eterogenei cooperativi, fondamentali per future missioni permanenti su Luna e Marte. Promuove inoltre tecnologie robotiche sostenibili per supportare aree di crisi, migliorare l’agricoltura e contrastare il cambiamento climatico, potenziando produzione e filiere alimentari.
Stefano Seriani
Professore associato presso l’Università di Trieste, con un dottorato e una laurea magistrale in Ingegneria meccanica. È stato research fellow presso il DLR – Institute for Robotics and Mechatronics nel 2016 e dal 2017 svolge ricerca principalmente in robotica spaziale, con focus sull’integrazione tra intelligenza artificiale e machine learning. Ha coordinato il progetto ESA OMG3D, dedicato a tecnologie per basi precursori spaziali, e guida REALISE2, sull’assemblaggio robotico di grandi strutture orbitali. Coordina AI4FOREST, progetto MUR che unisce robotica e machine learning per la conservazione forestale. Ha co-guidato il team di RISE, vincitore dello Space Exploration Masters 2018, che ha portato un esperimento di strutture modulari stampate in 3D sulla ISS. È attivo nei dottorati in Space Science and Technology e in Applied Data Science and Artificial Intelligence