Come finiscono le guerre
Mer 26 marzo 2025
16:30
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Che cosa porta alla fine di una guerra: le vittorie sui campi di battaglia? La diplomazia (nelle ambasciate e nei salotti)? Le lotte pacifiste? O, più semplicemente, il caso? Siamo soliti osservare guerra e pace sotto lenti diverse: la guerra come destino ineluttabile; la pace, invece, come compito. Perfino il pensiero utopico non ha rinunciato alla guerra: e così società immaginarie, inventate a tavolino con un tratto di penna, vedono risorgere (contro ogni logica apparente) i conflitti armati.
Sembra insomma che, da secoli, riteniamo la guerra inevitabile: eppure ogni sua ricomparsa – l’ultima volta tre anni fa – ci lascia stupefatti, sotto shock. Come interpretare questo nostro insieme, in apparenza paradossale, di ingenuità e fatalismo? Uno storico militare risponde alle sollecitazioni di una storica dell’utopia, provando a delineare come sia cambiato, nel tempo, il nostro approccio alla guerra e alla pace.
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Biennale di Democrazia
Biennale Democrazia è un laboratorio pubblico permanente destinato alla cittadinanza, che promuove la diffusione e la formazione di una cultura della democrazia.
Alessandro Barbero
Storico e scrittore italiano, specializzato in storia del Medioevo e in storia militare.
Manuela Ceretta
Manuela Ceretta è professoressa ordinaria di Storia del pensiero politico presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli studi di Torino. I suoi studi si sono concentrati sulla storia del pensiero politico francese e irlandese nei secoli XVIII-XIX, sulla storia delle idee di nazione e di Europa e, in anni più recenti, sugli immaginari utopici e distopici contemporanei. Da anni tiene un insegnamento dal titolo: Immaginare città. Dal 2023 è Rettrice dell’Università della Valle d’Aosta-Université de la Vallée d’Aoste.
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