Capitalismi e guerra
Sab 29 marzo 2025
12:00
Gratuito
Calcolo distanza...
Siamo abituati a concepire la guerra come un elemento imprescindibile del rapporto tra gli Stati, il fondamento stesso dell’idea stessa di sovranità. Eppure, la guerra è sempre stata protagonista anche del capitalismo, che ha fornito ai belligeranti le risorse finanziarie e le armi necessarie a combatterle, ma ha anche saputo gestirla in proprio – basti pensare alle compagnie commerciali privilegiate. Oggi, il mercato sembra prendere il sopravvento e le “nuove guerre” vedono coinvolti, oltre agli eserciti, un numero crescente di attori non statali: mercenari, guerriglieri, terroristi e mafiosi.
Modificato più di un mese fa
Pagine coinvolte
Biennale di Democrazia
Biennale Democrazia è un laboratorio pubblico permanente destinato alla cittadinanza, che promuove la diffusione e la formazione di una cultura della democrazia.
Fabio Armao
Fabio Armao è Professore ordinario di Relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Torino. È stato Visiting Professor presso la Cornell University (Usa). È socio fondatore di T.wai (Torino World Affair Institute), membro dell’Editorial Board della rivista “Global Crime” e dello Standing Group on Organized Crime dello European Consortium for Political Research. La sua ricerca è stata dedicata, in questi ultimi anni, agli attori non-statali della violenza e alla criminalità organizzata internazionale come concorrenti dello stato a livello sia locale che globale; nonché ai problemi metodologici legati a questo specifico campo di indagine. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Le reti del potere. La costruzione sociale dell’oikocrazia, Meltemi, Milano 2020; La società autoimmune. Diario eretico di un politologo, Meltemi, Milano 2022; Capitalismo di sangue. A chi conviene la guerra, Laterza, Bari-Roma 2024; The Age of Neoliberal Absolutism:The Rise of Clan-Based Governance, De Gruyter, Berlin 2024.
Annalisa Camilli
Annalisa Camilli è nata a Roma nel 1980. È inviata della rivista Internazionale per cui lavora dal 2007. Negli ultimi anni in particolare ha seguito le rotte dei migranti e i loro viaggi verso l'Europa e gli episodi più gravi di razzismo in Italia, dalla tentata strage di Macerata all'omicidio di Firenze. Ha lavorato a Rainews24 e all'ufficio di Roma dell'Associated Press. Il suo reportage La barca senza nome, pubblicato su Internazionale e XXI nell'aprile del 2017, ha vinto l'Anna Lindt Journalism Award 2017. Ha scritto la serie di podcast Limoni, il G8 di Genova vent’anni dopo (2021) e anche i podcast Da Kiev e Giornaliste. Ha pubblicato La legge del mare.
Locandina