UNIGE - Genomi antichi che descrivono e riscrivono storie di uomini e di bambini
Sab 13 settembre 2025
21:30
Gratuito
Calcolo distanza...
L'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. seppellì gli abitanti di Pompei sotto depositi di cenere. Analizzando il DNA antico estratto dai resti scheletrici intrappolati nei calchi di gesso di quei corpi, gli studiosi hanno potuto rivedere in modo significativo la loro storia. Le prove genetiche mostrano che i sessi e le relazioni familiari di queste persone non corrispondono alle interpretazioni tradizionali, evidenziando la presenza di diverse culture all'interno dell'Impero Romano. Questi dati, combinati con altri approcci archeologici, ci offrono l'opportunità di approfondire la conoscenza delle vite e dei comportamenti di chi fu vittima di questa catastrofe. Inoltre, studi recenti sul Paleolitico superiore in Italia ci aiutano a capire meglio anche le prime fasi della vita umana. Ad esempio, un bambino trovato nella Grotta delle Mura in Puglia, datato tra circa 17.320 e 16.910 anni fa, ci racconta la sua storia di sviluppo, salute e morte, stimata intorno alle 72 settimane di età. Dai suoi resti si sono potuti identificare tratti fenotipici e una possibile malattia congenita, oltre a evidenziare come la madre avesse avuto poca mobilità durante la gravidanza e un alto livello di endogamia. I dati genetici indicano anche che componenti simili a quelle di Villabruna si diffusero presto in Italia, confermando un ricambio di popolazioni intorno all'Ultimo Massimo Glaciale e una riduzione della variabilità genetica dal Nord al Sud del paese. Tutto ciò ci aiuta a capire meglio le prime fasi della vita e il puzzle genetico della penisola italiana in quel periodo storico.
Modificato più di un mese fa
Collezione di eventi
Pagine coinvolte
Festival della Comunicazione
QUATTRO giorni di incontri, workshop, mostre, spettacoli, escursioni, idee e tuffi in mare...
David Caramelli
Professore Ordinario di Antropologia all’Università degli Studi di Firenze, Socio Corrispondente de “La Colombaria” Accademia di Scienze e Lettere, Presidente del Sistema Museale di Ateneo, è considerato uno dei massimi esperti a livello interazionale di analisi paleogenomiche-DNA antico per lo studio dell’evoluzione umana. È uno degli scienziati più citati nell’ambito delle scienze antropologiche e negli studi sul DNA antico. Le sue ricerche (più di 200 pubblicazioni sulle più importanti riviste internazionali) oltre che contribuire in modo sostanziale alla comprensione della storia evolutiva della nostra specie hanno anche ampliato le conoscenze per lo studio e l’analisi del DNA antico-DNA degradato trasferendo le conoscenze sviluppate con la ricerca di base ad altissimo livello alla ricerca di tipo applicato. Le sue ricerche sono spesso riportate su stampa divulgativa, trasmissioni radio e TV. È stato Insignito dall’Accademia dei Lincei nel 2024 del Premio Internazionale “Fabio Frassetto” per l’Antropologia Fisica.
Fabrizio Benente
È professore ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Genova e, dal 2020, ricopre l’incarico di Prorettore alla Terza Missione dell’Ateneo genovese. Ha conseguito la laurea in Lettere presso l’Università di Genova, ha compiuto gli studi di specializzazione in Archeologia Tardo Antica e Medievale presso l’Università di Pisa e ha conseguito il Dottorato in Archeologia e Antichità postclassiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha svolto attività di ricerca presso le Università di Siena e Genova e presso l’Albright Institute of Archaeology (IS). Negli anni 2010 e nel 2012 gli è stata assegnata la Getty Research Fellowship for the Mediterranean Basin and the Middle East da parte del Council of American Overseas Research Centers. È stato archeologo libero professionista. Ha partecipato a missioni archeologiche in Corsica, Grecia, Tunisia, Libano, Mongolia Interna (Cina), Crimea (Ucraina). Ha diretto scavi archeologici in Italia e missioni archeologiche in Israele e Palestina. Dal 2013 al 2018 è stato direttore scientifico del museo di Sestri Levate (MuSel) e del Polo Archeominerario di Castiglione Chiavarese (MuCast). È autore di monografie, saggi a carattere scientifico, contributi giornalistici e di divulgazione, documentari televisivi e prodotti multimediali.