Un Fiore Bianco Per La Memoria
Sab 06 settembre 2025
21:15
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C'è un luogo, vicino al confine tra la Bosnia-Erzegovina e la Serbia, dove migliaia di lapidi bianche spuntano dal terreno, quasi a formare un'algida e fitta foresta che custodisce le spoglie delle vittime di una delle più terribili stragi della storia contemporanea. Si tratta del memoriale di Potočari, inaugurato nel 2003 per ricordare i caduti del massacro di Srebrenica, di cui quest'anno ricorre il trentennale: oltre 8.000 ragazzi e uomini bosgnacchi vennero trucidati dall'esercito serbo guidato da Ratko Mladić, con un'operazione militare che, nel 2007, la Corte internazionale di giustizia stabilì essere indirizzata contro uno specifico gruppo etnico e finalizzata pertanto al genocidio. Cosa ha significato quella strage per la storia dell'ex Jugoslavia e dell'Europa? Ne discutono a Mantova due autori che hanno vissuto in prima persona l'orrore di quella guerra: Ivica Đikić (Metodo Srebrenica) ed Elvira Mujčić (La buona condotta), sotto la guida del giornalista ed esperto di Balcani Christian Elia.
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Festivaletteratura
Dal 1997, Festivaletteratura è uno degli appuntamenti culturali italiani più attesi dell'anno, una cinque giorni di incontri con autori, reading, percorsi guidati, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, che si ritrovano a Mantova per vivere in un'indimenticabile atmosfera di festa. Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati, secondo un'accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme.
Ivica Đikić
Scrittore e giornalista croato, è nato nel 1977 a Tomislavgrad, in Bosnia Erzegovina. Dopo aver lavorato come reporter e redattore per importanti testate croate come Feral Tribune e Novi list, si è affermato come una delle voci più lucide e coraggiose nel raccontare le ferite ancora aperte della dissoluzione jugoslava. Nel 2016 ha pubblicato Metodo Srebrenica, un romanzo-documentario frutto di oltre dieci anni di ricerche, ripubblicato da Bottega Errante Edizioni nel 2020 e nel 2025. Il libro ricostruisce con rigore il genocidio di Srebrenica del luglio 1995, in cui furono uccisi più di 8.000 musulmani bosniaci. Più che indagare le cause politiche del massacro, Đikić si concentra sui meccanismi pratici e burocratici dello sterminio, seguendo in particolare la figura del colonnello Ljubiša Beara, incaricato dal generale Ratko Mladić di organizzare l'uccisione sistematica dei prigionieri. La sua opera è stata definita un esempio potente di letteratura documentaria, capace di restituire la complessità storica e morale di uno degli eventi più tragici della storia europea recente. Oltre a Metodo Srebrenica, Đikić è autore di romanzi e sceneggiature, tra cui la serie televisiva croata Novine, distribuita a livello internazionale da Netflix.
Elvira Mujčić
Elvira Mujčić è nata nel 1980 a Loznica, una località serba. Trasferitasi a Srebrenica, in Bosnia, vi ha vissuto fino all'inizio della guerra, nel 1992. Risiede in Italia da più di vent'anni e lavora come scrittrice e traduttrice letteraria. Nel 2007 ha firmato Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica, un diario di viaggio che è un urlo contro l'orrore di un efferato genocidio della storia recente, consumatosi l'11 luglio 1995. Il romanzo E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009) è invece la storia di Zlatan, un ragazzo fuggito dalla guerra in Bosnia che, dopo anni trascorsi da esule in Italia, ormai trentenne torna a interrogarsi sulle contraddizioni e le incomprensioni della sua gente. L'esperienza dello sradicamento e del difficile dialogo tra culture e linguaggi caratterizza anche i libri successivi di Mujčić, in particolare: La lingua di Ana (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016) e Consigli per essere un bravo immigrato (2019). Nel 2023 è uscito per Crocetti La buona condotta, un romanzo ambientato all'indomani dell'indipendenza del Kosovo.
Christian Elia
Christian Elia ha realizzato reportage in più di quaranta Paesi, raccontando i conflitti e le violazioni dei diritti umani dalla Striscia di Gaza all'Afghanistan, dall'Iraq al Kurdistan. Per nove anni ha collaborato come inviato per E, il mensile di Emergency, ed è stato tra i fondatori di PeaceReporter. È autore dei libri Il respiro di Poveglia (2017, con Beatrice Mancini), Walking the line (2018, con Cecilia Dalla Negra e Gianluca Cecere), Oltre i muri (2019) e Grande Padre. Viaggio nella memoria dell'Albania (2022, con Camilla de Maffei), tutti pubblicati da Milieu Edizioni. I suoi lavori gli sono valsi il Premio Baldoni, il Premio Giornalisti del Mediterraneo, l'IMMaginario DOC Festival, una menzione speciale della giuria al Siani Reportage Prize, il Premio "il Reportage" e il Premio #dipubblicodominio. Docente di giornalismo narrativo alla scuola di letteratura e fotografia Jack London, insieme ad Angelo Miotto ha fondato e condirige dal 2013 la rivista online Q Code Magazine, che mette in rete oltre 300 freelance da tutto il mondo; è inoltre direttore dal 2020 di ArabPop, una rivista dedicata alle arti e alle letterature arabe contemporanee. In seguito agli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e alla sanguinosa guerra che ne è seguita, insieme a Francesca Albanese ha firmato per Fuoriscena l'instant book J'accuse!