L’eterno ritorno di Putin al Cremlino. In cosa si sta trasformando la Russia?
Sab 20 aprile 2024
18:00 - 18:50
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A maggio Vladimir Putin, con molta probabilità, si insedierà al Cremlino inaugurando il suo quinto mandato da presidente della Federazione Russa. Dopo la riforma della Costituzione, può rimanere sulla poltrona di capo di Stato almeno fino al 2036. L’ex agente del Kgb guida il Paese, quasi senza interruzione, da quasi un quarto di secolo.
Anche se da fuori sembra di avere a che fare da decenni con la stessa classe dirigente, la Russia è profondamente cambiata al suo interno soprattutto con l’avvio di questa sua fase bellica. Un elemento centrale della propaganda sono diventati i valori tradizionali, su cui si baserebbe la presunta superiorità di Mosca rispetto all’Occidente, corrotto moralmente. Ma la retorica della Russia paladina dei valori tradizionali non trova riscontro nella vita reale delle persone ed è usata per lo più, internamente, come strumento per reprimere il dissenso, ed esternamente, come piattaforma su cui tessere alleanze in giro per il mondo con le forze conservatrici.
Come si è evoluta la natura del potere putiniano? Su che temi si incentrerà il nuovo mandato del presidente? Risponderemo a queste e altre domande sul futuro della Russia e dei suoi possibili rapporti con l’Occidente con due testimoni e allo stesso tempo vittime dirette delle politiche putiniane: Evgenya Kara-Murza, direttrice della Free Russia Foundation, col marito Vladimir Kara-Murza, oggi tra i più noti prigionieri politici in Russia, impegnata nella difesa dei diritti umani e a favore delle democrazia; Elena Kostyuchenko, ex corrispondente della Novaya Gazeta il giornale diretto dal premio Nobel Dimitri Muratov e sul quale scriveva Anna Politkovskaja, oggi firma di Meduza, la più grande realtà mediatica russa indipendente dichiarata 'agente straniero' dalle autorità russe. Kostyuchenko, autrice del libro "La mia Russia. Storia di un paese perduto" (2023), ha raccontato di essere stata avvelenata mentre si trovava in Germania lo scorso ottobre; Alexander Baunov, designato dalle autorità di Mosca “agente straniero” è uno dei più famosi e seguiti analisti politici russi, nonché autore del best seller in Russia Fine di un regime: come sono finite tre dittature europee. Introduce e modera Marta Allevato, giornalista dell’agenzia AGI ed ex corrispondente da Mosca, autrice del libro La Russia moralizzatrice - La crociata del Cremlino per i valori tradizionali (Piemme, 2024).
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Hotel Brufani
Dal 1884 il Sina Brufani è l'unico hotel 5 stelle lusso che domina il centro storico di Perugia con la sua vista panoramica sulle verdi valli dell'Umbria.
Marta Allevato
Marta Allevato è giornalista della redazione Esteri dell’agenzia AGI a Roma, dove si occupa di Russia, spazio post-sovietico e Iran. Laureata in Lingua e letteratura russa, ha lavorato da freelance a Mosca dal 2010 al 2018 per diversi media, tra cui Sky Tg24, Il Foglio e la Radiotelevisione svizzera italiana (RSI), coprendo i principali eventi della vita politica, economica e culturale del Paese: dal ritorno di Vladimir Putin al Cremlino nel 2012, ai Mondiali di calcio passando per l’ascesa dell’oppositore Aleksej Naval’nyj e l’annessione della Crimea, preludio dell’attuale conflitto in Ucraina. E’ autrice del libro 'La Russia moralizzatrice - La crociata del Cremlino per i valori tradizionali' (Piemme, 2024).
Alexander Baunov
Alexander Baunov è filologo dell'antichità e specialista di politica internazionale moderna. È autore del best-seller Fine del regime, come finirono tre dittature europee, e prima ancora di altri libri e guide su Atene (Afisha) e sulla Grecia (Around the World). Ex diplomatico (all’ambasciata russa ad Atene), poi giornalista per media internazionali (Russian Newseek), Baunov è ora ricercatore di politica internazionale e storia moderna (Centro Carnegie di Berlino per lo studio della Russia e dell'Eurasia, prima ancora Centro Carnegie di Mosca). Capo redattore dei siti carnegie.ru (chiuso dalle autorità russe nel 2022) e carnegie.politika. I suoi articoli e le sue analisi sono state pubblicate su New York Times, Financial Times, Wall Street Journal e altra stampa russa e straniera. Vive a Berlino e Firenze, dove è visiting scholar allo European University Institute.
Evgenia Kara-Murza
Evgenia Kara-Murza è un'attivista per i diritti umani e moglie di Vladimir Kara-Murza, politico d'opposizione russo attualmente in carcere dove sta scontando una condanna a 25 anni di reclusione per vilipendio alle forze armate e per alto tradimento. Evgenia Kara-Murza si è laureata all'Università Linguistica Statale di Mosca e ha lavorato come traduttrice e interprete per diverse organizzazioni non governative per i diritti umani, tra cui il Centro Internazionale per il Conflitto Nonviolento, Modern Russia e la Free Russia Foundation, prima di unirsi a suo marito Vladimir Kara-Murza, nel suo impegno a favore della democrazia e dei diritti umani. Nel ruolo di Direttore della Difesa della Free Russia Foundation, Evgenia Kara-Murza contribuisce agli sforzi della FRF nella diplomazia pubblica e nell'outreach globale a favore della società civile russa. Come moglie di Vladimir Kara-Murza, si assicura che continui il lavoro pluriennale del marito nell'impegno, con meccanismi di sorvegl...
Elena Kostyuchenko
Elena Kostyuchenko è una giornalista indipendente russa. Per 17 anni è stata corrispondente speciale per Novaya Gazeta, fino a quando il giornale è stato chiuso sotto la pressione delle autorità russe nel marzo 2022. Ha riportato su conflitti, criminalità, diritti umani e questioni sociali. Kostyuchenko è stata tra le prime a dimostrare la presenza delle truppe russe nell'est dell'Ucraina. Ha coperto l'invasione russa dell'Ucraina dal secondo giorno di guerra. Attualmente collabora con il media russo indipendente in esilio Meduza. Il suo libro "La mia Russia" è stato pubblicato il 17 ottobre 2023. Il suo lavoro è stato riconosciuto con diversi premi, tra cui il Premio Stampa Europea, il Premio Gerd Bucerius-Free Press dell'Europa Orientale e il Premio Paul Klebnikov.