La rivoluzione invisibile di Trump
Ven 29 agosto 2025
19:00
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Dazi, Russia, Iran: la presidenza Trump impone a tutti (giornalisti, analisti, leader politici) una rincorsa spasmodica al minuto per minuto, inseguendo ogni parola, ogni gesto, ogni provocazione di Donald Trump. Una frenesia inedita rispetto alle presidenze passate, che eravamo abituati a valutare sulla base dei provvedimenti legislativi, discussi e negoziati al Congresso, o dei documenti di pianificazione strategica che annunciavano linee guida o persino dottrine. Ma mentre inseguiamo il rumore, rischia di sfuggirci l’invisibile. Le crepe, sottili ma crescenti, che attraversano due ordini fondativi. Quello interno, costituzionale, dei delicati checks and balances del sistema americano, la più grande potenza del mondo a essere anche (finora?) una democrazia. Ma anche quel poco di ordine internazionale che faticosamente abbiamo costruito nell’ultimo secolo, dalle organizzazioni internazionali (l’Onu in primis) alle regole della diplomazia, fino allo ius in bello. Ordine e regole su cui si basava anche una delle cose più invisibili ma reali di tutte, il soft power americano, e che Trump sembra aver deciso di sostituire con lo hard power: influenza diretta, soldi, armi.
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Il Festival della Mente è un festival di approfondimento culturale dedicato alla creatività e ai processi creativi. Il festival ha una cadenza annuale e si svolge dal 2004 a Sarzana, in Liguria, il primo fine settimana di settembre.
Paolo Magri
Vice Presidente Esecutivo dell’ISPI e docente di Relazioni Internazionali all’Università Bocconi. È Membro del Comitato Strategico del Ministero degli Affari Esteri; membro dello Europe Policy Group del World Economic Forum (Davos); membro dell’Advisory Board di Assolombarda e del Consiglio di Amministrazione della LUISS.
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