Il femminismo di fronte alla guerra
Ven 28 marzo 2025
17:30
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In che modo le norme di genere agiscono e si modificano in tempi di guerra? Durante i periodi di conflitto la femminilità è spesso associata alla passività e alla debolezza. Al contrario, la mascolinità, in particolare la sua forma militarizzata, è celebrata e serve come base per la difesa del gruppo o della nazione. Le norme culturali prevalenti nelle istituzioni militari perpetuano così – al netto di alcune eccezioni – le aspettative di genere. Contribuendo a un’escalation di violenza che, spesso, si manifesta sotto forma di violenza di genere contro specifici gruppi etnici o nazionali.
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Biennale di Democrazia
Biennale Democrazia è un laboratorio pubblico permanente destinato alla cittadinanza, che promuove la diffusione e la formazione di una cultura della democrazia.
Élise Féron
Élise Féron è docente e senior research fellow presso il Tampere Peace Research Institute (Università di Tampere, Finlandia). È stata invited professor presso l’Università di Torino (Italia), la Scuola accademica di Yerevan (Armenia), Sciences Po Lille (Francia) e l’Università di Coimbra (Portogallo). Prima di trasferirsi in Finlandia, ha ricoperto incarichi permanenti presso l’Università del Kent (Regno Unito) e presso Sciences Po Lille (Francia). I suoi principali interessi di ricerca includono la ricerca femminista sulla pace, la politica della diaspora generata dai conflitti e i molteplici intrecci tra conflitto, violenza e pace. Ha pubblicato ampiamente su questi temi. È in particolare curatrice del Routledge Handbook of Feminist Peace Research (2021, curato con Tarja Väyrynen, Swati Parashar e Catia Confortini) e autrice, con Tarja Väyrynen, di Feminist Peace Research: An Introduction (Routledge, 2024). Ha raccolto dati in diverse aree cosiddette di conflitto o post-conflitto, come il Congo orientale, il Burundi, il Ruanda, l’Irlanda del Nord, Cipro, il Caucaso meridionale e i Balcani, tra gli altri luoghi.
Stefano Ruzza
Professore Associato in Scienza Politica all’Università degli Studi di Torino, dove insegna “Conflitto, sicurezza e statebuilding” e “Peacebuilding, transizioni di regime e sicurezza umana”. Già docente presso la Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Strategiche (SUISS), è attualmente Associate di LSE Ideas (il think tank della London School of Economics), co-fondatore di T.wai – Torino World Affairs Institute (nel quale dirige l’area di ricerca “Violence & Security”) e collabora frequentemente con istituzione formative delle Forze Armate italiane. I suoi interessi di ricerca si concentrano sul nesso tra regime politico e violenza, sulla governance della forza, sulla conflict transformation in Uganda e Myanmar, sulla transizione politica birmana, e sugli attori commerciali della sicurezza (private military and security companies). Su questi temi è autore, coautore o curatore di più di 30 pubblicazioni accademiche, tra cui tre monografie e diversi articoli pubblicati su riviste peer-reviewed. Ha inoltre svolto attività di ricerca a contratto per istituti di ricerca del Ministero della Difesa (Centro Militare di Studi Strategici – CEMISS; Istituto di Ricerca e Analisi della Difesa – IRAD). Alcuni suoi contenuti sono stati ospitati sui media tra i quali La Stampa, Il Sole 24 Ore, Radio24, ADN Kronos, Radio3, Tv2000 e Indus News (Pakistan).
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