Gemelli biologici e gemelli digitali - La tua versione 2.0

Gemelli biologici e gemelli digitali - La tua versione 2.0


Data

Dom 27 ottobre 2024

Orari

15:00

Ingresso

Gratuito

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I disturbi cerebrali, con la loro forza debilitante, rappresentano una delle sfide più ardue per la salute pubblica, con una situazione che si fa sempre più critica a causa dell'invecchiamento della popolazione. Dato che i trattamenti convenzionali non si dimostrano sempre efficaci, la cura non può essere più confinata solo a strategie terapeutiche standard ma deve abbracciare anche nuovi approcci innovativi, come l'elettroceutica, che propone un trattamento basato su stimoli elettrici, anziché farmacologici. Nel cuore di questa rivoluzione, sorgono il gemello biologico e il gemello digitale. Il primo prende vita attraverso la riprogrammazione cellulare: cellule della pelle o del sangue si trasformano, in vitro, in un tessuto cerebrale - un laboratorio virtuale in cui testare nuove strategie terapeutiche, con un focus sulla stimolazione elettrica personalizzata. Il gemello digitale è invece un alter ego virtuale (su computer) o fisico (su chip) del nostro cervello, che può essere sfruttato per simulazioni dettagliate e personalizzate. L'integrazione di dati sperimentali e modelli digitali apre così le porte a una ricerca etica e traslabile e plasmerà il futuro della cura dei disturbi cerebrali: le intuizioni ottenute da entrambi i gemelli indirizzeranno gli esperimenti su modelli animali, contribuendo a validare le terapie e, in un futuro non troppo lontano, a guidare gli studi su persone.
In collaborazione con
IRCCS Ospedale Policlinico San Martino


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Marta Carè, è ricercatrice dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, interessata allo sviluppo di sistemi di neurostimolazione personalizzata per ripristinare i percorsi neuronali lesionati. Ha ottenuto un Dottorato di Ricerca in Bioingegneria, con specializzazione nell'ambito della neuroingegneria.

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Sara Garbarino, di formazione matematica, oggi è ricercatrice dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, dove è interessata allo sviluppo di tecniche Intelligenza Artificiale nelle neuroscienze. Ha ottenuto un dottorato di ricerca in Matematica e Applicazioni e si è poi specializzata nello sviluppo di modelli di previsione delle malattie neurodegenerative.

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Matteo Pardini, medico neurologo, insegna presso l'Università di Genova e l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, dove si occupa di ricerca sulle basi neurali dei disturbi cognitivi e sulla loro diagnosi precoce.

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