Dialogo tra una femminista e un misogino
Dom 16 novembre 2025
15:00
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Vienna, 1903. Al tavolo di un caffè va in scena un dialogo impossibile tra la pensatrice femminista Lea Melandri e il filosofo misogino e razzista Otto Weininger. È l’anno di uscita del suo Sesso e carattere, scritto che avrà ampia risonanza tra pensatori come Wittgenstein, Cioran, Musil, Joyce, Svevo, e che teorizza nero su bianco che la donna è «soltanto materia», «assenza di senso». Pochi mesi dopo, Otto Weininger, appena ventitreenne, si sparerà nella stessa stanza d’albergo in cui era morto Beethoven. In Italia sarà Sibilla Aleramo a leggere tra le prime Sesso e carattere e a diffonderlo, quando, a ridosso della pubblicazione della prima traduzione italiana, nel 1912, scriverà: «È un libro che desidero da molto tempo di leggere, perché deve essere ciò che di più intelligente finora è stato scritto contro la donna». Più di un secolo dopo, Lea Melandri vede in Weininger l’intellettuale che meglio di tutti aveva dato voce con lucidità visionaria alla Ragione su cui si era retta fino ad allora la civiltà greco-romana e poi cristiana, da Platone a Kant; il primo a rendersi conto che i «valori» in cui aveva creduto si stavano eclissando. Nella breve parabola tragica del giovane filosofo viennese Melandri vede incarnarsi il crepuscolo dell’Illuminismo: il lascito di un intellettuale incapace di sfuggire all’annodamento tra il sessismo, quale fondamento della Ragione classica, e la religione. Un immaginario corpo a corpo che è anche un viaggio nel tempo alla scoperta delle radici della cultura patriarcale, e dell’eredità che ancora le sopravvive.
Lea Melandri (1941) è presidentessa della Libera Università delle donne di Milano. Dal 1971 al 1978 è stata redattrice, insieme allo psicoanalista Elvio Fachinelli, della rivista «L’erba voglio». Ha diretto, dal 1987 al 1997, la rivista «Lapis. Percorsi della riflessione femminile». Ha collaborato dal 2000 al 2004 al mensile «Carnet» e attualmente scrive su varie testate, tra cui: «Alfabeta», «Internazionale», «il manifesto», «Il Riformista», «Corriere della Sera». Negli anni settanta ha preso parte al movimento delle donne, di cui è divenuta una delle teoriche di riferimento. Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Le passioni del corpo. La vicenda dei sessi tra origine e storia (2001), Come nasce il sogno d’amore (2002, 2025), Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà (2011, 2024), tradotto in inglese, in francese e in corso di pubblicazione in spagnolo e portoghese.
Ospiti: Francesca Mancini, Lea Melandri, Francesco Pacifico, Ira Rubini
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Bookcity Milano
BookCity Milano, conosciuta anche solo come BookCity, è un'iniziativa culturale sostenuta dal Comune di Milano, volta a promuovere il mondo del libro e della lettura. Consiste in una serie di incontri, specialmente presentazioni di libri, e altre attività (come reading, incontri, mostre, seminari, laboratori, dialoghi e spettacoli) a sostegno della letteratura e della cultura in generale.
Francesca Mancini
Lea Melandri
Giornalista italiana
Francesco Pacifico
Francesco Pacifico è uno scrittore e traduttore italiano.
Ira Rubini
Nata in Belgio. Vive a Milano, ma per lavoro è spesso all'estero. Diplomata in Drammaturgia alla Scuola Paolo Grassi, ha iniziato poco più che ventenne l'attività di autrice televisiva, teatrale e di sceneggiatrice.