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Da Bagdad a Kiev. Le due facce del pacifismo
Data
Gio 27 marzo 2025
Orari
15:30
Ingresso
Gratuito
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Il 15 febbraio 2003, commentando le manifestazioni che in tutto il mondo stavano portando in strada quasi 100 milioni di persone contro la guerra in Iraq, il «New York Times» scrisse: «Oggi è nata la seconda potenza mondiale». Due decenni dopo, di fronte alle nuove guerre, la voce del movimento pacifista è decisamente più debole. E il suo argomento centrale – la guerra va evitata sempre, a prescindere dal pur doveroso riconoscimento delle ragioni e dei torti – viene contestato anche da parte progressista. In particolare sull’Ucraina: fornire armi a Kiev significa alimentare l’escalation (come vogliono i pacifisti) o piuttosto limitarla, contenendo le mire imperiali di Putin?