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Albert Camus e la pena di morte
Data
Ven 14 novembre 2025
Orari
17:30
Ingresso
Gratuito
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La condanna a morte è di una supponenza inaccettabile, ripugna al pensiero esattamente come il lavoro del boia, come il sibilo saettante della lama della ghigliottina, come le convulsioni dei muscoli di chi arde su una sedia elettrica. Oggi, quasi settant’anni dopo, Camus avrebbe ancora fondate ragioni per gridare allo scandalo. La pena capitale è praticata ancora abitualmente in decine di paesi del mondo, democratici o tirannici, quasi sempre accompagnata da torture e da supplizi medievali che - come sempre - spargono sale sulle ferite. I filosofi, quando hanno avuto voce in capitolo, l’hanno quasi unanimemente riprovata - dall’Imperatore Giuliano fino a Voltaire, a Beccaria, ai fratelli Verri.
Per partecipare è necessario inviare una mail a: ufficiostampa@farinaeditore.it o contattare la redazione al seguente numero: 02 48671911. Ospiti: Lorenza Mantovani, Alessia Sannicolò, Mauro Trentadue