Aborto: storia e società. La legge 194 tra distorsioni politiche e diritti negati

Aborto: storia e società. La legge 194 tra distorsioni politiche e diritti negati


Data

Sab 12 aprile 2025

Orari

13:00 - 15:00

Ingresso

Gratuito

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A più di quarant'anni dall'approvazione della Legge 194, avvenuta nel 1978, il pieno riconoscimento del diritto all'interruzione volontaria di gravidanza in Italia è ancora molto lontano. L’obiezione di coscienza rende il diritto sostanzialmente negato in molte Province e Regioni. Crescono i movimenti pro-vita, che hanno più volte avanzato proposte di abrogazione e modifica della Legge stessa, con il sostegno implicito di partiti nazionali e amministrazioni locali. In questo contesto le lotte femministe si dimostrano più che mai cruciali per la lotta e rivendicazione del diritto all'autodeterminazione delle donne. Di fronte a problemi di tale rilevanza, che la società odierna si trova ad affrontare, appare necessario andare ad analizzare le ragioni storiche che hanno portato alla Legge 194 e ricostruirne pienamente il contenuto.


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Festival dell'Antropologia
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Un Altro Mondo è Possible

Maria Pia Casalena
Maria Pia Casalena

Maria Pia Casalena si è laureata in Storia contemporanea all'Università di Bologna, dove ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Storia d'Europa (in cotutela con l'Université de Paris I Panthéon Sorbonne). Borsista post-dottorato e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna, ha tenuto per un biennio l'insegnamento di Storia delle donne e di genere. Si occupa di storia sociale e culturale del secolo XIX, in particolare di storia del Risorgimento italiano e di storia delle donne. Nel 2005 ha vinto il premio "Gisa Giani" per opere sulla storia del lavoro femminile con il volume "Scritti storici di donne italiane. Bibliografia 1800-1945".

Elena Musiani
Elena Musiani

Elena Musiani è ricercatrice in Storia Contemporanea al Dipartimento di Storia Culture Civiltà - Università degli Studi di Bologna e responsabile scientifica dell’Archivio di storia delle donne di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: Faire une nation. Les Italiens et l’unité (XIXe-XXIe siècle), Paris, Gallimard, 2018;L’Europa liberale. Un modello per i notabili dello Stato pontificio, Roma, tab edizioni, 2022.

Claudia Carlino
Claudia Carlino

Nata nel 1974 a Polistena (Reggio Calabria), comincia giovanissima il suo attivismo nella Fgci negli anni della Svolta della Bolognina. Nel 2005 entra in Cgil a Gioia Tauro, dove si occupa di nuove identità del lavoro e immigrazione. Collabora alla realizzazione del I Rapporto Medici Senza Frontiere sulle condizioni di vita e lavoro dei migranti nella Piana di Gioia Tauro. Entra nel 2008 nella segreteria Filcams Calabria, mentre nel 2010 è nella segreteria regionale della Cgil occupandosi di precariato e politiche del lavoro. Nel 2014 fonda insieme ad altri il "Quadrato Rosa", uno sportello rivolto alle donne con un focus sulla violenza di genere. Nel 2016 comincia la sua esperienza nel sindacato dei pensionati della Cgil (Spi) occupandosi di formazione, organizzazione e terza età. Dal 2019 è in segreteria regionale dello Spi Cgil, con la delega all'organizzazione. Nel dicembre 2020 viene eletta segretaria generale dello Spi Cgil Calabria. Dal 2023 è nella segreteria dello Spi Cgil nazionale e segue le attività del dipartimento Diritti e nuovi diritti occupandosi, tra le altre cose, di politiche giovanili, legalità e immigrazione. È responsabile del Coordinamento donne dello Spi Cgil.