Festival del Giornalismo Culturale 2025
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Festival del Giornalismo Culturale 2025


Le tematiche ambientaliste hanno ispirato fin dall’Ottocento riflessioni filosofiche e opere letterarie, come Walden di Henry David Thoreau e Natura di Ralph Waldo Emerson, e oggi - tra le tante - libri come Le otto montagne di Paolo Cognetti, Oltre il confine di Cormac McCarthy, o il film Into the Wild di Sean Penn.

E da quando sono apparse sui giornali le prime foto di una giovanissima Greta Thunberg che scioperava per il clima, sono passati pochi anni, ma la sensibilità per l’ambiente, l’inquinamento e le variazioni climatiche si è diffusa con una velocità impressionante.

Non c’è dubbio che si tratti di uno dei temi più sensibili della contemporaneità. Eppure ci sono almeno due motivi che rendono difficile e accidentata la strada verso il superamento dell’uso dei combustibili fossili e un’inversione di tendenza.

Da un lato, la rivoluzione verde comporta dei sacrifici e dei costi. Sacrifici che rappresentano una limitazione ai consumi e alle abitudini, che può incidere sulla nostra vita quotidiana. E costi che, soprattutto in un momento di stasi economica, rappresentano una scelta difficile e comportano rinunce che non tutti sentono come necessarie.

Dall’altro, alcune nazioni rifiutano di impegnarsi nella lotta per l’ambiente e per la natura: tra le più grandi, Stati Uniti, Russia e Cina, sia per motivi economici che per calcoli elettorali; tra le più piccole, quelle che, giunte recentemente a un relativo benessere, non intendono rinunciare a quei consumi che tutti gli Stati più ricchi si sono permessi fino a oggi.

L’impegno di queste opere e di questi autori è ispirato al rispetto dell’ambiente e alla necessità di un ritorno alla natura. Ma affinché nasca un’ampia e significativa coscienza ecologica, è necessaria innanzitutto una cultura ambientalista diffusa, e questo è compito di tutto il mondo dell’informazione, dove importante è l’informazione politica ed economica che i media trasmettono in proposito.

Ma è soprattutto il giornalismo culturale a poter sollecitare e sviluppare il dibattito e la sensibilità necessaria per rimuovere gli ostacoli che il progetto di salvaguardia del pianeta incontra, e per consentire una diffusione universale della coscienza ecologica.

Questa la vera sfida della contemporaneità, e questo il terreno del lavoro del prossimo Festival del Giornalismo Culturale che si svolgerà a Urbino nei giorni 10,11,12 ottobre 2025 ma che avrà anche interventi a Pesaro e nel territorio della regione Marche.

Il festival è diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini con la presidenza di Piero Dorfles ed è organizzato dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo e dall’Università di Urbino Carlo Bo, grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche e il Patrocinio della Regione Marche.

Questo il programma provvisorio su cui i direttori stanno lavorando ed è diviso in due parti: il festival off e il festival on.


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Luigi Gallo
Luigi Gallo

Luigi Gallo si è formato a Roma, all’Università La Sapienza, e a Parigi, dove ha sostenuto una tesi di dottorato all’Università Paris I Panthéon-Sorbonne. Ha insegnato per diversi anni Architettura del Paesaggio a Roma, Storia delle Collezioni Archeologiche presso la Scuola di Specializzazione in Patrimonio Archeologico di Matera (Università della Basilicata) e attualmente è incaricato del corso di Scrittura per l’arte presso la Scuola di specializzazione in beni storico artistici della Sapienza. E’ ricercatore associato del Centre André Chastel, laboratoire de réchèrche en histoire de l’art Sorbonne Université-CNRS-Ministère de la Culture. Ha lavorato come editor per Electa, senior curator alle Scuderie del Quirinale a Roma, esperto storico dell’arte per il Parco Archeologico di Pompei. Da settembre 2020 è Direttore della Galleria Nazionale delle Marche a Urbino e della Direzione Regionale Musei Marche. Le sue ricerche spaziano dalla storia della pittura di paesaggio, dei giardini e dell’architettura moderna, al collezionismo, la teoria e critica d’arte fra XVIII e XX secolo, alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. E’ l’autore di monografie e saggi critici ed è stato curatore di diverse esposizioni fra le quali La Nature l’avait créé peintre : Pierre-Henri de Valenciennes, 1750-1819 (Toulouse, 2003), Pompei e l’Europa, 1748-1943 (Napoli, 2015), Picasso/Parade: Napoli 1917 (Napol 2017), Amori Divini (Napoli, 2017), Picasso et les Ballets Russes (Marseille, 2018), Pompei e Santorini. L’eternità in un giorno (Roma, 2019), Città di Dio, città degli uomini. Architetture dantesche e utopie urbane (Urbino, 2021), Arte Liberata. Capolavori salvati dalla guerra, 1937-1947. (Roma, 2022).

Festival del Giornalismo Culturale
Festival del Giornalismo Culturale

Nel passato la presenza delle donne nella stampa italiana non è stata equilibrata, e raramente ha trovato collocazione – anche se con alcune eccezioni, come quella di Matilde Serao – nelle posizioni apicali, trovando sbocchi professionali soprattutto nella stampa femminile. Oggi la situazione è cambiata e il ruolo delle giornaliste è centrale, anche se continua a ricoprire poche posizioni dirigenziali significative. Quello su cui è interessante riflettere in questo momento, però, non è tanto cosa hanno perso le giornaliste nel passato, quanto e cosa ha perso e continua a perdere il mondo della comunicazione e, di conseguenza, la società civile, per questo ritardo nell’accesso paritario alla professione e nello svolgervi un ruolo dirigente da parte delle donne. Per questo il festival vuole affrontare i tanti argomenti che ruotano attorno a questo tema.

Tiziana Maffei
Tiziana Maffei

Architetto del patrimonio. Direttore generale della Reggia di Caserta - Museo autonomo del MIC di prima fascia dal 5 giugno 2019. Presidente di ICOM Italia nel triennio 2016-2019, vicepresidente nel triennio 2020-2023. Componente di numerose commissioni nazionali e internazionali inerenti l’accessibilità culturale, le professioni museali, la sicurezza del patrimonio. Già docente di materie inerenti museologia, museografia, comunicazione del patrimonio culturali, reti e sistemi museali nelle principali università di Roma, Bologna, Torino. Già componente del Consiglio di amministrazione dell’università Alma Mater di Bologna. Esperta di sicurezza museale. Ha svolto attività di libera professionista nel settore del patrimonio culturale relazionando le sue passioni e interessi per il restauro dei beni culturali, il paesaggio, i musei in un approccio sostenibile dell’azione umana.

Giorgio Zanchini
Giorgio Zanchini

Giorgio Zanchini è un giornalista, conduttore radiofonico, conduttore televisivo e saggista italiano.

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